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Media anticristici e totalitarismo cinese

Media anticristici e totalitarismo cinese

Chiunque abbia vissuto all’estero sa che le notizie italiane riportate nei vari paesi sono riprese prevalentemente da la Repubblica e il Corriere della sera. Per quanto riguarda i servizi e reportage televisivi il canale più gettonato, almeno fino a qualche anno fa, era RAI 3. Nel resto del mondo le notizie rilevate dagli USA vengono quasi tutte dal New York Times e dalla CNN, ovvero le principali Pravda del partito mondialista americano che si auto definisce Democratico. 

A queste fonti d’informazioni negli ultimi anni si è aggiunto il drago a quattro teste Google, Facebook, Twitter e Youtube che in questi mesi stanno mostrando tutto il loro disprezzo per il Cristo minacciando e chiudendo siti cattolici accusati ingiustamente di fomentare odio. D’altra parte i blog omosessualisti politicizzati, che veramente istigano all’odio, e di organizzazioni pedofile viaggiano su internet alla grande.

I popoli del mondo non vengono informati, ma indottrinati come nei Gulag e nei Laogai comunisti. Possiamo dire che il Muro di Berlino non è stato abbattuto per chiudere definitivamente col comunismo, ma per estendere la sovietizzazione in tutto il pianeta. I nuovi campi di rieducazione creati da chi gestisce il Nuovo Ordine Mondiale hanno la capacità di instillare un odio planetario per le persone oneste o di convincere milioni di cittadini a votare un mascalzone che rovinerà la loro vita. Gli esempi abbondano.

Gli occidentali rappresentano l’unico popolo del mondo che si odia. Odia le proprie radici, la propria cultura e, i più sinistri, Gesù Cristo. Ma Gesù era un assassino? Complottava con i politici dell’epoca? Buttava le bombe nei centri urbani massacrando centinaia di migliaia di donne, uomini e bambini? Costringeva – pena la morte – i giovani a morire in guerra, lasciando intere famiglie nella disperazione? Forse permetteva di strappare le creature che portavano nel grembo le donne, per poi tagliargli la testa, vivisezionarli e vendere i resti del corpicino ai migliori offerenti? Permetteva ai pedofili di governare e di entrare nelle scuole come educatori? No, tutto questo è opera di certi nostri governanti. Gesù ama, rispetta, eleva lo spirito, la dignità e non ha mai fatto male a nessuno. E dato che la verità non è stabilita dai fatti ma dai governi e media, milioni di utili idioti continuano a votare i propri aguzzini.

Certi “artisti”, nell’urina non ci mettono una foto o una statuetta del guerrafondaio Obama, o le marionette Macron, Renzi, Conte, Zingaretti o dei burocrati di Bruxelles, ma quella di Gesù  https://www.ilgiornale.it/news/cronache/cristo-nellurina-lopera-scandalo-finanziata-regione-toscana-1193908.html. I sinistri non bruciano immagini di Obama e simili, ma le chiese, i crocifissi e gli oggetti sacri. Le calunnie mediatiche e scolastiche hanno una forza corruttrice tale da portare a schernire l’Uomo più buono della storia. 

E cosa dire di quei giudici e politici che assolvono i promotori del male, mentre perseguono chi si oppone all’aborto e all’omosessualizzazione dei nostri figli? Solo chi procura morte e sollazzo autodistruttivo viene valorizzato. Oggi più che mai, l’informazione rappresenta il veleno delle coscienze, e i giornalisti che seguono il mainstream sono i boia. 

Al Signore della morte e della depressione gli abbiamo permesso il potere assoluto. I suoi maggiori adoratori si trovano tra i tycoon, intellettuali, professori, politici, giornalisti, artistoidi e bergogliani. 

Con la cancellazione della cultura occidentale e dei diritti umani scaturiti dal cristianesimo, stanno realizzando il genocidio culturale più esteso di tutte le epoche. Non è una boutade, è una constatazione, una evidenza macroscopica. 

Uno potrebbe chiedersi, perché hanno messo sotto tiro proprio il cristianesimo? Perché è l’unica, tra le religioni e filosofie, che nobilita l’uomo, la donna e il bambino, Ma questo all’Establishment non va proprio giù. Una società si controlla quando la parola dignità e libertà per tutti gli esseri umani diventeranno, come nell’islam, l’induismo e il comunismo, bestemmie. Nonostante questa realtà incontrovertibile gli utili idioti, invece di mettere nell’urina i politici menzionati, che stanno letteralmente massacrando fisicamente e moralmente miliardi di esseri umani, insultano Colui che gli ha dato diritti, dignità e libertà. 

Vi chiedo perdono se mi ripeto, ma credo che sia necessario ribadirlo, perché hanno fatto diventare il Covid peggio della bomba atomica. Prima di continuare e concludere, voglio ricordare l’articolo sul Covid 19 pubblicato su SC il 18 novembre scorso. Guardate e ascoltate attentamente il video Tg che tratta del virus Hong Kong https://www.marcotosatti.com/2020/11/18/lideologia-di-gates-rockefeller-c-puo-essere-fermata/     

Non si vuole assolutamente negare la pericolosità del Covid, ma nel 1969 il virus Hong Kong portò a letto 13 milioni di italiani con circa 20.000 decessi, mentre ad oggi in tutta Europa ci sono 19.092.538 casi confermati. Quindi, se nel 1969 solo in Italia erano 13 milioni, significa che in tutta Europa il numero degli infetti era molto superiore a quello attuale. Tra l’altro, a detta di non pochi medici europei, sembra che non tutte le morti siano causate dal Covid. Il che confermerebbe che con questi giochetti terroristici vogliono imporci la cinesizzazione.

Concludo. Con le proteste e l’indignazione la Bestia ingrassa e sghignazza. Se le persone di buon senso non passano all’azione avremo l’inferno in terra. I lockdown che distruggono l’economia, portando alla fame milioni di famiglie europee, e le chiese chiuse a Natale con l’approvazione vaticana, non sono campane ma cannoni d’allarme che non lasciano dubbi. Se poi aggiungiamo che potremo viaggiare e mandare a scuola i nostri figli solo se presentiamo un certificato che prova l’avvenuta vaccinazione, significa che la Cina non è vicina, è già di casa.

Agostino Nobile

Fonte: Stilum Curiae

www.marcotosatti.com

 

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PG a Viganò: Come si può obbedire, Eccellenza?

PG a Viganò: Come si può obbedire, Eccellenza?

Eccellenza Reverendissima ho chiesto a Marco Tosatti di ospitare questa mia lettera dato che, non potendo firmarla, c’è un solo sito che merita la sua pubblicazione, Stilum Curiae.

Ho letto la Sua intervista su Life Site News a John-Henry Westen sulla pseudo- enciclica (chiamiamola così per non offendere le Encicliche dei grandi Papi), così come ho letto su Stilum Curiae la Sua lettera a Vincente Montesinos di Adoración y Liberación sul tema Obbedienza.

Mi riferisco ad entrambe perché è evidente come il tema – Obbedienza – si ponga verso un documento di magistero del Papa, sia pur di un livello così basso da toccare ormai il fondo del barile.

Dobbiamo obbedire a ciò che chiede Bergoglio in Fratelli Tutti?

Quando nel 1991, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, si concluse la Guerra Fredda, il mondo riconobbe che ciò era avvenuto grazie ad una alleanza di fatto tra il mondo Occidentale libero e democratico, che aveva gli Stati Uniti quale leader, e la Chiesa Cattolica apostolica romana guidata da Papa Giovanni Paolo II.

L’Occidente fondato su valori cristiani si sentì vincitore verso una cultura di potere perversa qual era il comunismo.

Ma questa vittoria che fine ha fatto? Le radici cristiane sono oggi fondamento costituzionale dell’Europa?

I principi etici non negoziabili sono incorporati nelle nostre leggi?

No.

I valori che si sono affermati sempre più, sostituendo progressivamente quelli cristiani, sono stati i valori illuministici (uguaglianza, fratellanza…) ben camuffati naturalmente, essendo valori utopistici ed irrealizzabili senza fede in Dio.

Senza i valori cristiani, il mondo post guerra fredda ha fatto scelte che hanno portato alla crisi economico-sociale in corso ed alla creazione di un nuovo mostro più pericoloso dell’Unione Sovietica, la Cina armata del suo pragmatismo morale.

Eppure proprio in questi ultimi tempi la chiesa di Bergoglio sposa questi valori illuministici e questa alleanza cinese, ponendo fine ai valori morali del cristianesimo e ripudiando l’occidente.

Bergoglio sta realizzando un catto-neoilluminismo, ambientalista e filocinese, destrutturando la Genesi e la dottrina sociale della Chiesa.

Cosa diventeranno i diritti umani, la libertà personale, la bioetica, la dignità dell’uomo il bene comune in un mondo dominato dalla cultura cinese-bergogliana?

Oggi il vero maggior dramma che stiamo vivendo non è economico o politico, è morale.

La mancanza di un’autorità e guida morale; anzi il suo tradimento, è il nostro dramma. Bergoglio ha innalzato lui un MURO, ma verso i cattolici.

La Chiesa non c’è più, c’è la “Rete “, le Ong e i loro barconi, Greta e BillGates. Non si propone più fede, ma si accetta il ricatto ambientalista centrato sull’igiene grazie al Covid, che per Bergoglio è dovuto alla violenza che facciamo alla natura.

Bergoglio confonde bene e male con una forma di dottrina catto-neoilluminista utopistica e pragmatica.

Come si può obbedire Eccellenza?

PezzoGrosso

17 ottobre 2020

Fonte: “Stilum Curiae” di Marco Tosatti

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Gian Pietro Caliari,il Pontificato: “Fuori strada come un agnello perso”.

Gian Pietro Caliari,il Pontificato: “Fuori strada come un agnello perso”.

בַּמֶּ֣ה יְזַכֶּהנַּ֖עַר אֶתאָרְח֑וֹ לִ֜שְׁמֹ֗ר כִּדְבָרֶֽךָ (Salmo 119, 9).

 

Si tratta della domanda che soggiace a tutti gli altri interrogativi che scandiscono il più lungo dei Salmi dell’Antico Testamento: “In che modo un giovane dovrebbe purificare la sua strada? Per osservare secondo la tua parola”. E che che nell’ultimo dei suoi 179 versetti termina con una dolente constatazione e un invocazione d’aiuto: “Sono andato fuori strada come un agnello perso; cerca il tuo servo, perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti”.

 In questo Salmo il vero credente si riconosce come un Bar mitzwah, un figlio del Precetto che non vede nella Legge di Dio una mera prescrizione legalistica o ritualistica ma la sola הלכה Halakhah, il vero cammino che conduce alla Vita. “Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva” (Deuteronomio 30, 15-16).

Nell’attuale e oltremodo salutare dibattito sul Concilio Vaticano II bisogna ripartire proprio dai sapienziali interrogativi posti dal Salmista, come per altro lo stesso Vaticano II dogmaticamente insegna:   “In religioso ascolto della Parola di Dio e proclamandola con ferma fiducia, il santo Concilio fa sue queste parole di san Giovanni: Annunziamo a voi la vita eterna, che era presso il Padre e si manifestò a noi: vi annunziamo ciò che abbiamo veduto e udito, affinché anche voi siate in comunione con noi, e la nostra comunione sia col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo” (Dei Verbum 1). E aggiunge: “A Dio che rivela è dovuta l’obbedienza della fede, con la quale l’uomo gli si abbandona tutt’intero e liberamente prestandogli il pieno ossequio dell’intelletto e della volontà” (Ibidem 5).

In questa sapienziale prospettiva, trascorsi ormai 55 anni dalla sua chiusura, è legittimo porsi alcuni interrogativi.

 Come, innanzi tutto, valutare gli esiti della tanto declamata “dimensione pastorale” del Concilio  Vaticano II?

 Se lo chiedeva nell’ormai lontano 7 dicembre 1965, lo stesso Paolo VI, chiudendo i lavori dell’Assise Conciliare: “Per valutarlo degnamente bisogna ricordare il tempo in cui esso si è compiuto; un tempo, che ognuno riconosce come rivolto alla conquista del regno della terra piuttosto che al regno dei cieli; un tempo, in cui la dimenticanza di Dio si fa abituale e sembra, a torto, suggerita dal progresso scientifico; un tempo, in cui latto fondamentale della personalità umana, resa più cosciente di sé e della sua libertà, tende a pronunciarsi per la propria autonomia assoluta, affrancandosi da ogni legge trascendente; un tempo, in cui il laicismo sembra la conseguenza legittima del pensiero moderno e la saggezza ultima dellordinamento temporale della società; un tempo, inoltre, nel quale le espressioni dello spirito raggiungono vertici dirrazionalità e di desolazione; un tempo, infine, che registra anche nelle grandi religioni etniche del mondo turbamenti e decadenze non prima sperimentate”.

 Appare legittimo osservare che a distanza di 55 anni a nessuna delle problematiche, così acutamente osservate e minuziosamente elencate dal Pontefice bresciano, la Chiesa Cattolica con la sua “pastorale conciliare” abbia saputo o potuto offrire, non solo un rimedio, ma pure un’alternativa convincente e credibile! Anzi, l’analisi montiniana appare oggi ancor più drammaticamente profetica!

 La Chiesa uscita dal Concilio, inoltre, – sempre secondo le parole di Paolo VI –  avrebbe dovuto offrire al mondo e all’uomo una “concezione teocentrica e teologica delluomo e delluniverso, quasi sfidando laccusa danacronismo e di estraneità, che si è sollevata con questo Concilio in mezzo allumanità, con delle pretese, che il giudizio del mondo qualificherà dapprima come folli, poi, Noi lo speriamo, vorrà riconoscere come veramente umane, come sagge, come salutari; e cioè che Dio È. Sì, È reale, È vivo, È personale, È provvido, È infinitamente buono; anzi, non solo buono in sé, ma buono immensamente altresì per noi, nostro creatore, nostra verità, nostra felicità, a tal punto che quello sforzo di fissare in Lui lo sguardo ed il cuore, che diciamo contemplazione, diventa latto più alto e più pieno dello spirito, latto che ancor oggi può e deve gerarchizzare limmensa piramide dellattività umana” (Paolo VI, Allocuzione all’ultima seduta del Concilio Vaticano II).

 Ebbene, ci domandiamo, perché alla visione “teocentrica e teologica dell’uomo e dell’universo”, assistiamo oggi – drammaticamente – alla predicazione di un verbo pagano cosmocentrico e di un ateo neo-antropocentrismo, che hanno avuto e avranno il loro manifesto ideologico nell’Enciclica Laudato sì, nella Dichiarazione di Abu Dhabi e nell’accettazione del neo-umanesimo totalitario, che sarà certamente il leitmotiv dell’imminente Fratelli Tutti?

Dobbiamo constatare che, dopo quel lontano 7 dicembre 1965, è prevalso nella Chiesa un’ermeneutica conciliare dell’immanenza che, nel velleitario e blasfemo tentativo di trasformare il Vaticano II in “evento fondatore” della Chiesa stessa, l’ha pervertito privandolo della sua più intima ma essenziale dimensione e visione trascendente.

La Chiesa del postconcilio è stata sottoposta da molti suoi Pastori alla logica mondana dell’hic et nunc (qui e ora), perdendo la sua essenziale e imprescindibile dimensione dell’ibi et semper (là e sempre).

Il Vaticano II aveva pur ribadito che “Cristo è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni creatura, illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa” (Lumen Gentium 1).

 Di questa Luce Divina la Chiesa doveva essere il sacramentum, un segno efficace, ma forse – come già osservava Romano Guardini, proprio in riferimento alla stessa Chiesa – “Viviamo in un mondo di segni ma abbiamo perduto la realtà da essi significata” (I santi segni, Brescia 1996, p. 117).

 L’attuale pontificato, infine, è solo il naturale epigono di quel Concilio o, invece, solo una ben miserevole eterogenesi delle finalità per le quali quell’Assise fu voluta e si tenne?

 Tenendo ben presente la gerarchia magistrale interna ai testi del Concilio stesso, di cui solo tre dogmatici (Sacrosantum Concilium implicitamente per materia trattata, Dei Verbum e Lumen Gentium per espressa titolazione), e distinguendo attentamente da ciò che il Concilio veramente auspicò e le molte e assai discutibili e persino deprecabili applicazioni post-conciliari – in primis la cosiddetta riforma liturgica! – ancora a Paolo VI di aiutarci nella risposta.

 “Possiamo noi dire daver dato gloria a Dio, daver cercato la sua conoscenza ed il suo amore, daver progredito nello sforzo della sua contemplazione, nellansia della sua celebrazione, e nellarte della sua proclamazione agli uomini che guardano a noi come a Pastori e Maestri delle vie di Dio? Noi crediamo candidamente che sì. Anche perché da questa iniziale e fondamentale intenzione scaturì il proposito informatore del celebrando Concilio. Risuonano ancora in questa Basilica le parole pronunciate nella Allocuzione inaugurale del Concilio medesimo dal Nostro venerato predecessore Giovanni XXIII, che possiamo ben dire autore del grande Sinodo. Egli allora ebbe a dire: Ciò che al Concilio Ecumenico massimamente interessa è questo: che il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito e proposto con maggiore efficacia” (Allocuzione allultima seduta del Concilio Vaticano II).

 Quanto lontane, persino estranee, appaiano e siano queste parole non nel tempo ma dall’attuale direzione della Chiesa Cattolica, rapidamente imboccata da oramai sette anni, è lapalissiano!

 Dobbiamo coraggiosamente dirlo col il salmista: “Sono andato fuori strada come un agnello perso”. Quella strada, che come plasticamente afferma il Sommo Poeta, “ché la diritta via era smarrita” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, I,3).

 Un pontificato quello attuale “clinicamente morto” o “la parabola di un papato” – come è stato autorevolmente scritto? Più semplicemente, che è “andato fuori strada”, dalla strada di Colui che solo è Via, Verità e Vita!

Gian Pietro Caliari

Pubblicato da Marco TOSATTI – “Stilum Curiae”

8 ottobre 2020

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