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Come distinguere tra arroganza e forza. Vedi alla voce Wojtyla

Come distinguere tra arroganza e forza. Vedi alla voce Wojtyla

Noi tutti abbiamo una buona opinione di noi stessi e pensiamo di meritare più di quanto abbiamo ottenuto. Siamo convinti di avere, nel complesso, un buon carattere, di essere sensibili e intelligenti. Ma questo giudizio ce lo teniamo per noi e ce lo confessiamo quando siamo soli, nel silenzio della nostra anima. Invece, quando siamo in rapporto con gli altri, quando dobbiamo confrontarci con loro in una gara, o in un concorso, spesso ci sentiamo inferiori, inadeguati, abbiamo paura di non riuscire, diventiamo timidi. La timidezza è un meccanismo di difesa che ci frena per non andare incontro a una frustrazione o a una delusione.

Ci sono però persone che, in questa stessa situazione, reagiscono nel modo opposto, con la presunzione e l’arroganza. Il presuntuoso si convince di avere capacità che non possiede, si auto elogia. L’arrogante non tiene conto degli altri, delle loro idee, della loro sensibilità, li schiaccia. L’arrogante si rivela già dal modo in cui parla, ad alta voce, zittendo gli altri. O dal modo in cui entra in casa vostra, come se fosse un carro armato. Il risultato è una figura sgradevole, ingombrante, su cui non puoi fare completo affidamento, perché promette più di quanto non sappia fare. Una figura qualche volta un po’ patetica, perché piena di buona volontà e di iniziativa, ma che, anche se ammette gli errori, poi non sa correggerli.

Finché la persona presuntuosa e arrogante non ha potere è irritante più che pericolosa. Le cose cambiano quando ha potere. Perché il presuntuoso crede di saper fare cose che non sa fare, si imbarca in progetti sballati, dà ordini demenziali, sbaglia e non vuol ammettere di aver sbagliato. Poiché è arrogante, non ascolta le critiche, tratta male le persone intelligenti che possono aiutarlo, dà la colpa degli insuccessi agli altri e finisce per creare attorno a sé un’atmosfera tesa e irrespirabile.

La presunzione e l’arroganza diventano tanto più pericolose quanto più cresce il potere e diminuisce il controllo. I politici, in una democrazia, vengono eletti e perciò, quando fanno molto male, possono essere cacciati via. Invece i burocrati, i funzionari, i professori di ruolo, i magistrati non sono eletti e restano in carica a vita. Sia ben chiaro, la burocrazia è indispensabile e la maggior parte dei funzionari sono onesti e imparziali. Molti di loro, per un modesto stipendio, si prodigano o fanno servigi preziosi alla comunità. Perciò ci sono anche eccezioni. Vi sono potenti burocrati che, nei loro uffici, sono presuntuosi, arroganti, tirannici. Trattano i cittadini come vermi. E questi chinano il capo e non dicono niente, perché quelli hanno in mano le scartoffie, i timbri, i commi, con cui possono dare o non dare una licenza, far prosperare o rovinare la loro impresa.

Però bisogna stare molto attenti a non confondere la presunzione e l’arroganza con la sicurezza e l’impeto delle persone che hanno una grande meta. Ricordo che all’inizio del suo pontificato, molti rimproveravano a Papa Wojtyla di andare diritto per la sua strada e di imporre il suo volere in modo autoritario. Poi hanno capito che aveva un grandioso disegno da realizzare e non poteva ascoltare tutti gli incerti e gli insicuri. Questo non è presunzione e arroganza, ma entusiasmo e carisma.

di Francesco Alberoni.

Tratto da “Il Corriere della Sera” Pubblico &\ Privato, 13 luglio ‘98

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