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Progetto Davka

Progetto Davka

I-Tal-Iah

Risvegli nella rugiada divina


Il titolo del nuovo CD dell’ensemble “Progetto Davka” rievoca il peculiare universo della tradizione musicale e liturgica degli Ebrei italiani, unendolo all’auspicio di un “risveglio”. Questi sono infatti gli intenti del nuovo album secondo Maurizio di Veroli, l’ispiratore del progetto: «La raccolta di 8 brani di ispirazione liturgica propone un risveglio culturale/cultuale per testimoniare un impegno spirituale nella evoluzione musicale che non è cambiamento o frattura ma rinnovamento nel solco della tradizione. Il testo della liturgia viene pienamente accolto senza tradire la melodia originale ma con arrangiamenti ispirati a sensibilità musicali e contesti esecutivi diversi».

Come altri giovani cantori sinagogali e musicisti, anche Maurizio di Veroli intende colmare le distanze generazionali nella musica, scegliendo di accogliere le avanguardie contemporanee allo stesso modo in cui a loro tempo avevano fatto i compositori di musica ebraica in Italia nel Novecento, con repertori che oggi sono inseriti nel culto.

La tradizione corale interpretativa nel Tempio Maggiore di Roma, ad esempio, si è più volte rinnovata. Con la sua inaugurazione, dall’inizio del XX secolo si creò un’unica liturgia anche corale che accolse e integrò le tradizioni liturgiche delle preesistenti Scole senza essere impermeabile a quanto di nuovo veniva via via proposto e composto in contesti musicali anche non ebraici.

Nelle sinagoghe di rito italiano si esegue oggi un repertorio in parte ottocentesco e novecentesco, non esente da contaminazioni di origine diversa, talvolta con mera trasposizione di testi di poesia liturgica su brani di tradizione musicale di diversa provenienza che il coro esegue con opportuni adattamenti.

Le partiture elaborate per questo CD includono percussioni, strumenti a corda e a fiato. Arrangiamenti e ritmi sono rinnovati, ma pur sempre riconoscibili. Ricerche condotte nell’Archivio storico della Comunità ebraica di Roma hanno consentito la selezione, all’interno di repertori consolidati, dei pezzi ritenuti più adatti a questa sperimentazione. Brani come Maskil Shir Yedidot; A-donai Mi Yagur, Yom ha- Shishi, Ve Ata Israel Avdì vengono proposti in una versione diversa rispetto a quella sinagogale romana solo per l’introduzione di strumenti diversi dall’usuale organo, ovvero voce, piano e clarinetto. In Veshameru, e Imloch Bachurim le percussioni, anche etniche, costituiscono il basso continuo della melodia. In Halleluja si è scelto di valorizzare i toni gioiosi del testo, alleggerendoli dalla solennità delle esecuzioni consuete.

Un brano, composto dal Maestro Elio Piattelli, sia il Suo ricordo in benedizione, è dedicato a Stefano Gay Tachè, vittima dell’attentato dell’autunno 1982 al Tempio Maggiore di Roma: ancora un richiamo, ancora un risveglio ma, questa volta, sui temi dell’antisemitismo e del terrorismo. La partitura originale è stata rielaborata dal “Progetto DAVKA” accennando in esordio le note di Les feuilles mortes, canzone composta da J. Kosma per versi di J. Prevert.

L’ensemble si avvale della collaborazione di Luana Mariani, come pianista e per la stesura degli arrangiamenti, del clarinettista Massimo Montagnolo per la parte jazzistica e del percussionista Tiziano Carfora che ha arricchito le esecuzioni con la sua conoscenza delle percussioni etniche

Marco Cassuto Morselli

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