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Quando vendemmierai la tua vigna…

Quando vendemmierai la tua vigna…

E pensare che anche oggi, nel terzo millennio, e ancora più di ieri, ci sono bambini e ragazzi sfruttati, derubati della loro innocenza, ammazzati per venderne gli organi, costretti alla prostituzione e all’accattonaggio, denutriti e oltraggiati: tutto per trarre profitto dalla loro povertà. È questo il più grave peccato della nostra società che, invece di pensare al benessere, alla crescita sana e alla serenità di questi ragazzi, li lascia nella miseria e senza pane. Quanti di questi ragazzi vorrebbero andare a “spigolare” che era, in tempi passati, un po’ come mendicare! Però, quanta differenza vedo tra questo “spigolare” e quello descritto nei versetti del Deuteronomio riportati più sotto! La situazione è la stessa ma lo spirito è diverso, in quanto per la Torà lasciare ai poveri è una mitzwà ossia un dovere. Non esiste per la Torà il concetto di elemosina (dare per pietà), esiste solo il concetto di giustizia (dare per dovere sociale, per equilibrare lo scompenso economico), infatti la beneficenza in ebraico si dice tzedaqà che significa appunto atto di giustizia.

Ed ecco i versetti del Deuteronomio (24, 19-22): “Quando mieterai il tuo campo e avrai dimenticato un covone, non tornerai indietro a raccoglierlo, rimarrà per il forestiero, l’orfano e la vedova affinché ti benedica il Signore tuo Dio in ogni tua azione. Quando scuoterai il tuo olivo, non tornare indietro a raccogliere le olive rimaste sull’albero, esse saranno per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non tornare indietro a racimolare il rimanente, sarà per il forestiero, l’orfano e la vedova. Ricorderai che fosti schiavo in terra d’Egitto e per questo io ti comando di fare questo”. E ancora sul problema dei poveri il Deuteronomio ci insegna (24, 10-15): “Se farai al tuo prossimo un qualunque prestito, non andrai dentro casa sua a prendergli un pegno, ma dovrai rimanere fuori e l’uomo, del quale sei creditore, ti porterà fuori il pegno. Ma se egli è un uomo povero, tu non dovrai andare a coricarti tenendoti il suo pegno. Glielo dovrai restituire al tramonto del sole ed egli potrà coricarsi nella coperta che ti aveva dato in pegno e ti benedirà, e questo gesto ti sarà considerato meritorio dal Signore tuo Dio. Non defraudare il salariato povero e misero, sia esso tuo fratello o forestiero che abita nel tuo paese, nella tua città. Nel giorno stesso gli darai la sua mercede, prima che tramonti il sole, perché egli è povero ed in quella mercede egli ripone ogni sua speranza, in modo che egli non imprechi contro di te mentre vi è in te un peccato”.

di    Antonio Tirri
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