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Gerusalemme: “Museo delle terre della Bibbia”

Gerusalemme: “Museo delle terre della Bibbia”

In mostra 110 tavolette di argilla di 2500 anni fa.

Uno spaccato della vita degli ebrei durante l’esilio a Babilonia 2.500 anni fa: lo testimoniano più di 100 tavolette di argilla – incise in cuneiforme accadico – esposte per la prima volta questa settimana al ‘Museo delle terre della Bibbia’ a Gerusalemme. La rassegna – intitolata ‘Dalle rive di Babilonia’ – è considerata “uno dei più importanti antichi archivi ebraici dalla scoperta dei Rotoli del Mar Morto”.

Come le tavolette (molto più numerose delle 110 della rassegna che riguardano solo temi ebraici) siano state scoperte, resta ancora in gran parte un mistero: gli studiosi hanno ipotizzato che la collezione sia stata rinvenuta in uno scavo nel sud dell’Iraq negli anni ’70 e che sia poi riemersa nel mercato internazionale di antichità. Fatto sta che la raccolta di reperti è ritenuta una scoperta molto importante per far luce sulla vita delle comunità ebraiche sradicate da Israele all’epoca dell’esilio. Le tavolette – che contengono principalmente certificati amministrativi come vendite, contratti, affitti, discorsi – sono nel classico cuneiforme accadico e alcune sono state cotte al forno.

Grazie all’uso babilonese di scrivere la data su ogni documento, in base al re in quel momento sul trono, gli archeologi – secondo quanto reso noto dal museo – hanno fatto risalire le argille tra il 572 e il 477 prima di Cristo.

La più antica tavoletta della collezione è stata scritta circa 15 anni dopo la distruzione nel 586 del Primo Tempio di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor, il re caldeo che deportò gli ebrei a Babilonia. L’ultima invece è stata incisa circa 60 anni dopo il ritorno di una parte degli esiliati in Israele secondo la concessione del re di Persia Ciro nel 538 avanti Cristo. Nei libri pubblicati dal Museo sulla collezione, si dice che il contenuto delle tavolette riflette la vita di villaggi tra l’Eufrate e il Tigri: uno di questi chiamato Al-Yahudu, termine usato nelle fonti babilonesi per indicare Gerusalemme.

“Il villaggio – ha detto Horowitz, citato dai media – è la ‘Gerusalemme di Babilonia’ così come New York è la ‘nuova York'”. Gli abitanti di Al-Yahudu erano ebrei, come testimoniano i loro nomi: Gedalyahu, Hanan, Dana, Shaltiel e Netanyahu. Inoltre, in una delle tavolette sono incise, accanto alla lingua accadica, antiche lettere ebraiche. “Le più vecchie – ha sottolineato Horowitz – dall’esilio babilonese”. (ANSA).

Fonte: “SHALOM 7”- 8 febbraio 2015


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