Tag: Archivio storico della Comunità Ebraica di Roma

Apertura straordinaria dell’Archivio storico della Comunità ebraica di Roma. Un’opportunità da non perdere!

Apertura straordinaria dell’Archivio storico della Comunità ebraica di Roma. Un’opportunità da non perdere!

Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma (ASCER)

«Giancarlo Spizzichino»

Apertura straordinaria:

Domeniche 27 ottobre, 3 e 10 novembre 2019: h 13,00-14,30; 14,30-16,00

Entrata in Lungotevere Cenci (Sinagoga Maggiore)

(per questioni di capienza, per ognuna delle 2 visite,

avranno accesso le prime 20 persone

che si prenoteranno al seguente indirizzo email: dibac@romaebraica.it)

La Comunità di Roma è la più antica d’Europa essendo la sua presenza nel II secolo a.e.c., ben prima della distruzione del Tempio di Gerusalemme (70 e. v.).

L’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma è ritenuto uno tra più importanti archivi d’Europa per ciò che riguarda la storia degli ebrei e, nel 1981, il Ministero per i Beni Culturali lo ha dichiarato di “notevole interesse storico”.

Conserva, prevalentemente, documenti relativi al periodo compreso tra l’inizio dall’età del ghetto (1555) e gli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale suddivisi in

1) Archivio Medievale e Moderno che conserva, tra l’altro, notizie diverse sulla popolazione, vita quotidiana degli ebrei, sull’attività delle “Cinque Scole” o Sinagoghe e delle Confraternite del ghetto, informazioni di carattere economico, finanziario e fiscale, carte riguardanti l’amministrazione della Comunità, e la condizione giuridica e civile degli ebrei all’interno dello Stato pontificio, lo Jus Gazagà (diritto di inquilinato perpetuo), il prestito contro interesse e la gestione dei banchi di pegno, le false accuse di omicidio rituale, i battesimi clandestini e forzati, i rapporti con la Casa dei Catecumeni, le restrizioni per la detenzione dei libri ebraici, e le diverse vessazioni cui era soggetta la popolazione ebraica nel periodo del carnevale e durante altre festività cattoliche);

2) Archivio Contemporaneo che conserva documentazione di carattere amministrativo, contabile e fiscale, materiale relativo alla fase dell’emancipazione dopo la breccia di Porta Pia (1870), alle persecuzioni razziali, alla costruzione delle nuove sinagoghe, alla legislazione della Comunità ebraica di Roma e delle Confraternite, che poi confluirono nella Deputazione di Assistenza, negli Asili infantili israelitici, nell’Ospedale Israelitico, ai verbali delle sedute del Consiglio della Comunità.

3) Archivio Fotograficoche conserva le immagini dall’epoca del ghetto nei periodi immediatamente precedenti la sua distruzione ad oggi, comprese foto della Terra di Israele scattate nei primi decenni del ‘900).

4) Archivio Musicale che conserva 740 spartiti di musica liturgica ebraica dal periodo del ghetto ad oggi.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Lazio, Area Servizi Culturali, Promozione della Lettura e Osservatorio della Cultura, legge regionale 42/1997, artt. 13-16

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“Possa il suo ricordo essere benedetto” Zikronò Livrachà,

“Possa il suo ricordo essere benedetto” Zikronò Livrachà,

Comunità Ebraica di Roma

In occasione del cinquantesimo anniversario dalla scomparsa,
ricordiamo
Elena Ravenna z.l.
(Zikronò Livrachà, “Possa il suo ricordo essere benedetto”)
Direttrice della Scuola Ebraica Vittorio Polacco dal 1928 al 1964
Saluti
Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma
Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma
Interviene
Milena Pavoncello
Coordinatrice delle attività didattiche ed educative
della Scuola Primaria Ebraica Vittorio Polacco
“Costruire, difendere, ricostruire:
Elena Ravenna direttrice della scuola ebraica in due epoche”
Porteranno la loro testimonianza
Emma Alatri, Andrea Lattes, Marta Lattes
Modera
Silvia Haia Antonucci, responsabile dell’Archivio Storico
della Comunità Ebraica di Roma “Giancarlo Spizzichino”
Mercoledì 13 settembre 2017, ore 17.00
Palazzo della Cultura, via del Portico d’Ottavia 71, Roma
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Mercoledì 1 marzo 2017 ore 9.00/Liceo Classico e Linguistico “Piero Gobetti” – Fondi (LT)

Mercoledì 1 marzo 2017 ore 9.00/Liceo Classico e Linguistico “Piero Gobetti” – Fondi (LT)

Presentazione del volume

“La punizione che diventò salvezza.
Il salvataggio della famiglia Sonnino durante la Shoah ad opera del Prof. Giuseppe Caronia”

a cura di Silvia Haia Antonucci e Micol Ferrara

Udine, Forum Editrice Universitaria, 2014(a cui è allegato il DVD di Silvia Haia Antonucci e Micol P. Ferrara, Non dovevamo essere qui, documentario realizzato dall’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma e dall’Associazione Culturale “Le Cinque Scole”, Roma, società DocLab)

Incontro con il co-autore
Silvia Haia Antonucci
(Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma “Giancarlo Spizzichino”)

Mercoledì 1 marzo 2017 ore 9,00
Liceo Classico e Linguistico “Piero Gobetti”, Aula Magna
Via Pietro Gobetti, 2, 04022 Fondi (LT)

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Un amore Capitale.

Un amore Capitale.

Salvatore Fornari e Roma. di Silvia Haia Antonucci*   

Recensione di Marco Brunazzi**


Il bel libro di Silvia Haia Antonucci, responsabile dell’Archivio storico della Comunità Ebraica di Roma, è un nuovo e interessante contributo per la messa in luce di quell’immenso patrimonio di storia e di memorie della più antica comunità ebraica d’Italia, quella di Roma.

Si tratta infatti di una monografia dedicata a Salvatore Fornari, orafo e argentiere, ma anche eclettica figura di artista, fotografo, collezionista e intellettuale del Novecento, che fu tra i protagonisti della fondazione (1960) del Museo Ebraico di Roma e suo primo Direttore. La ricerca spazia quindi dalla biografia personale alla ricostruzione degli ambienti e delle atmosfere nelle quali Fornari visse, grazie anche al bell’apparato iconografico che arricchisce il volume. Molto stimolante anche l’appendice di interviste, mentre di particolare efficacia risulta la introduzione di Anna Foa.

Questo lavoro di Silvia Haia Antonucci si segnala però anche per il contributo che arreca alla più approfondita conoscenza di quello che fu il mondo degli ebrei italiani a partire dagli anni dell’Unità nazionale e per buona parte del Novecento.

Una conoscenza che purtroppo non ha mai fatto parte della memoria diffusa e di senso comune tra gli italiani, dove invece mai del tutto scomparsi e sotto traccia continuano ad allignare pregiudizi d’antica matrice antiebraica o addirittura, più o meno camuffati di “antisionismo”, antisemiti.

Eppure, se si guarda all’apporto degli ebrei al Risorgimento nazionale e soprattutto alla rapida e profonda integrazione che ebbe luogo nei primi decenni successivi, si comprende appieno il senso di quell’acuta osservazione che fece Arnaldo Momigliano. E cioè che gli ebrei rappresentavano, nel processo unificatore, una regione senza territorio, ma certamente equivalenti alle altre regioni i cui abitanti, divenendo italiani, non per questo perdevano il senso della loro identità locale originaria. E in effetti, l’intera storia degli ebrei italiani, dal Risorgimento al 1938, non si può non leggere che in questo modo. Uno straordinario caso di profondissima integrazione nazionale, sociale, culturale, affettiva, che nondimeno preservava, con discrezione e costanza, il nucleo dell’antica e mai dismessa identità.

Il paradosso della coscienza collettiva diffusa italiana è quello di non avere mai del tutto acquisito la consapevolezza di quella vicenda storica, né, dopo, dei mutamenti intervenuti. Infatti, è evidente che quella storia esemplare e onorevole subì una drammatica cesura con l’introduzione delle ignobili leggi razziali (cioè antiebraiche) nel 1938. A quella seguirono gli anni dell’orrore della Shoah e poi ancora, ovviamente su altro e positivo piano, la nascita dello Stato di Israele. Si vuol dire insomma che dopo quei tre eventi capitali, la riflessione degli ebrei italiani su se stessi e la loro identità non poteva non mutare e che quel tormentato e intenso dibattito continua ancora.

Il superficiale e autoconsolatorio approccio che in termini di opinione pubblica e divulgazione storica continua invece a prosperare tra gli italiani non ebrei è anche frutto di questa scarsissima conoscenza storica, del “prima” come del “dopo”.

Con gli ebrei d’Italia essi hanno convissuto per secoli e, come a Roma, addirittura millenni. Con l’unificazione nazionale sono cadute le norme discriminatorie e restrittive e gli ebrei hanno condiviso senza problemi luoghi, funzioni, impieghi, lavori e ogni aspetto della vita culturale e civile. Hanno condiviso vicinati e compagni di banco e di pianerottolo, dividendosi, come tutti gli italiani, in ogni possibile varietà di posizioni politiche e scelte ideali. Ma ciononostante, allo scoccare del fatale 1938, si stenta a rintracciare, pur nelle condizioni di conformismo coatto che il fascismo a tutti imponeva, un pur minimo ma significativo moto personale, se non collettivo, di protesta o almeno di disagio critico capace di dare un segno percepibile che non fosse il celato mormorio e il borbottio privato.

Ma anche dopo, il lavoro ingrato e penoso che gli ebrei italiani hanno compiuto su se tessi per darsi ragione dell’accaduto e per trovare posizioni corrispondenti all’evoluzione storica, inevitabilmente con una revisione critica dei presupposti identitari sino allora mantenuti, è stato e poco compreso e per nulla ricollocato in un processo di autocoscienza storica della comunità nazionale.

Eppure, la storia di un ebreo italiano e romano come Salvatore Fornari, che ebbe la ventura di vivere quasi per intero l’arco del secolo (1900-1993), riassume, pur nelle peculiarità personali, quella intera vicenda, che è storica e culturale insieme.

Ecco perché il libro della Antonucci su Salvatore Fornari è di grande utilità. Perché, al di là dei meriti di una ricerca storica di eccezionale e originale valore, dà conto di una vicenda umana e culturale esemplare.

Non può non commuovere ancora leggere, tra le poesie in romanesco di Fornari, versi come questi:Quinni se domannate a li romani / de riparlà er dialetto de Pasquino / eccheme qui: comincio da domani (Romanesca, 1978). E riflettere allora su quale patrimonio di sentimenti e di affetti (per non parlare di quello storico e sociale) una piccolissima minoranza come quella ebraica (solo l’1 per mille, aveva sentenziato Mussolini per giustificarne l’esclusione da pubblici uffici e professioni) ha lasciato a tutti gli italiani, di ieri ma anche di oggi e, si spera, di domani.

Marco Brunazzi
** Vicepresidente dell’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini di Torino e docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Bergamo.  

Articolo pubblicato su : “HaKeillah“. Bimestrale ebraico torinese. Organo del Gruppo di Studi Ebraici. 

Silvia Haia Antonucci* “Un amore Capitale. Salvatore Fornari e Roma“, Esedra editrice, Padova, 2014, € 19




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Sefarad a Roma: Antico Codice Pentateuco

Sefarad a Roma: Antico Codice Pentateuco

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Via Castro Pretorio 105

Lunedì 20 aprile 2015
                
Ore 10,30-14,00
esposizione del :

Codice pergamenaceo in folio contenente il Pentateuco, appartenuto per secoli alla Scuola (Sinagoga) Castigliana

recentemente restaurato grazie alla donazione di un privato,

scritto su due colonne con commenti masoretici a capo e a piè di pagina, copiato a mano in Barcellona per incarico di Itzhak, figlio di Avraham, figlio di Shmuel, figlio di Ardit, residente in Maiorca;

completato nel mese di Iyar dell’anno 5085 secondo il calendario ebraico (1325 del calendario giuliano),

il secondo, per antichità, dei 25 volumi scampati alla razzia perpetrata tra l’ottobre e il dicembre 1943 dalle SS della Einsatztab Reichsleter Rosenberg, che furono nascosti presso la Biblioteca Vallicelliana e furono restituiti indenni alla Comunità ebraica all’indomani della liberazione.


Nell’ambito della manifestazione
 Kosher a Roma.
 III Festival della storia e della cultura enogastronomica ebraica a Roma
Sefarad a Roma.

Ebrei spagnoli, portoghesi e nordafricani nella storia della “Città Eterna”
19-30 aprile 2015


Iniziativa realizzata dalla Camera di Commercio di Roma
in collaborazione con:
Centro di Cultura Ebraica della Comunità di Roma
Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi
Real Academia de Espana en Roma
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma
Instituto Cervantes Roma
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Un amore Capitale.Salvatore Fornari e Roma

Un amore Capitale.Salvatore Fornari e Roma

“Un amore Capitale.Salvatore Fornari e Roma”

 

Silvia Haia Antonucci 



  Giovedì 29 maggio 2014, ore 17,30 – Museo Ebraico di Roma

 COMUNICATO STAMPA

La II edizione del Segnalibro, iniziativa promossa dall’Associazione culturale Progetto Arkés e fortemente sostenuta dalla Banca Popolare del Frusinate – evento organizzato in collaborazione con il Dipartimento Beni ed Attività Culturali e l’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma, il Museo Ebraico di Roma, il Centro di Cultura Ebraica, l’Associazione Daniela Di Castro, con il patrocinio di Roma Capitale, Provincia di Roma e Regione Lazio – è stata assegnata a Silvia Haia Antonucci autrice del volume: Un amore Capitale.Salvatore Fornari e Roma. Edita dalla Esedra, l’opera è stata inserita nella collana di studi ebraici Toledot.

La cerimonia di premiazione avverrà a Roma, presso il Museo ebraico, il 29 maggio p.v. alle ore 17,30 e vede la partecipazione delle più alte autorità della Comunità ebraica, dei rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali.

I lavori saranno aperti dal Rabbino Capo, Riccardo Shmuel Di Segni, e dal presidente della Banca Popolare del Frusinate, dr. Carlo Salvatori. A presiedere l’evento sarà Rita Padovano, Presidente dell’Associazione culturale Progetto Arkés.
L’evento si inserisce nel solco della decennale attività dell’Associazione volta a sostenere i giovani.

Il libro, inedito, è il frutto dello sviluppo, rielaborazione e aggiornamento di un lungo studio condotto dall’autrice. Una storia positiva che contribuisce ad arricchire la conoscenza di un popolo presente nella città di Roma da più di ventidue secoli, le cui vicende celano episodi ancora sconosciuti, come il caso di Salvatore Fornari e la sua partecipazione alla vita culturale dell’epoca. L’intento è quello colmare questo gap evidenziando il contributo dato dagli ebrei nella produzione artistica della città di Roma dall’Emancipazione all’Unità d’Italia fino agli inizi degli anni Ottanta del Ventunesimo secolo. Un saggio di eccellenza che la Esedra Editrice ha voluto inserire nella collana di studi ebraica Toledot.

Nel corso dell’iniziativa saranno proiettate immagini del Fondo Fornari conservato nell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma. A Silvia Haia Antonucci sarà consegnato un segnalibro, opera del maestro Giovanni Raspini.

All’incontro partecipano: Gianni Ascarelli (Assessore del Dipartimento Beni ed Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma); Flavia Barca (Assessore alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale); Michela Di Biase (Presidente della Commissione Cultura di Roma Capitale); Fabio Bellini (Vice Presidente della Commissione Affari costituzionali e statutari della Regione Lazio); Lizica Mihut (Presidente del Consiglio Accademico dell’Università “A. Vlaicu” di Arad-RO); Sergio Mattarella (Giudice della Corte Costituzionale).

I tratti di Salvatore Fornari sono tracciati da Cesare Terracina (storico dell’arte); Anna Foa (Sapienza Università di Roma, cattedra di Storia moderna e contemporanea); Claudio Procaccia (Direttore del Dipartimento Beni ed Attività Culturali della CER); Alberto Di Castro (Presidente dell’Associazione Daniela Di Castro).

“Il merito di questo volume – ha dichiarato Rita Padovano – sta nell’aver riportato alla luce la figura di Fornari, ma anche gli ambienti e gli anni in cui egli è vissuto, anni che attraversano la più ampia e tragica storia degli ebrei durante il Novecento. Tutto questo è stato possibile grazie al management della Banca Popolare del Frusinate, il Presidente, Carlo Salvatori, il Presidente Domenico Polselli, il Direttore Generale, Rinaldo Scaccia, il Consiglio di Amministrazione e la Commissione Marketing dell’Istituto bancario”.

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Giovanni Paolo II e il dialogo interreligioso

Giovanni Paolo II e il dialogo interreligioso

Roma: Mostra Fotografica “Karol Wojtyla ed il dialogo interreligioso” 

L’ Opera Karol Wojtyla per il sollievo della sofferenza umana in collaborazione con l’Ufficio Rabbinico della Comunità Ebraica di Roma, il Vicariato di Roma ed il Centro Islamico Culturale d’Italia, con il patrocinio di Ministero della Salute, Regione Lazio, Roma Capitale, Sapienza Università di Roma, inaugura la mostra: 

  “Karol Wojtyla ed il dialogo interreligioso: incontri con le comunità ebraiche, cristiane e musulmane” 
  
Dal 25 marzo al 4 maggio 2014
 

tutti i giorni 10:00 – 19:00 / sabato 10:00 – 20
ingresso 5 euro

Area Archeologica dello Stadio di Domiziano (Piazza Navona)
Via di Tor Sanguigna, 3 – 06.45686100

Rav Elio Toaff accoglie Giovanni Paolo II sul piazzale della Sinagoga, oggi largo Stefano Gaj Tachè, e lo accompagna all’interno: è la prima visita di un papa alla Sinagoga di Roma (13/04/1986)
Fonte: Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma, Archivio fotografico, 50 anni di Rabbinato di Rav Rashì Prof. Elio Toaff al Tempio e mostra, foto n. 30

Ringraziamo vivamente la dott.ssa Silvia Haia Antonucci, Responsabile dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma (ASCER), per la sua disponibilità e cortesia e per averci fornito alcune tra le più significative immagini di Giovanni Paolo II, presenti alla mostra: “Karol Wojtyla e il dialogo interreligioso”.

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Roma – Giornata della Memoria

Roma – Giornata della Memoria

“ROMA E GLI EBREI RICORDANO INSIEME”

Lunedì 27 gennaio 2014
ore 18,45 presso la Sala Crociera del MIBACT-Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte – Via del Collegio Romano, 27 – saranno letti alcuni brani da “Le interviste” di Silvia Haia Antonucci pubblicato in “Roma, 16 ottobre 1943. Anatomia di una deportazione” a cura di Silvia Haia Antonucci, Claudio Procaccia, Gabriele Rigano, Giancarlo Spizzichino, Guerini e Associati, Milano 2006, pp. 95-134.


Giovedì 30 gennaio 2014
ore 16,30 l’Archivio di Stato di Roma partecipa alla celebrazione della Giornata della Memoria con un’iniziativa che si terrà nella Sala Pietro da Cortona nei Musei Capitolini “Oltre le sbarre…Musicisti durante la persecuzione”. Evento dedicato alla musica nata nelle situazioni di reclusione e ai musicisti vittime della persecuzione. «Dal 1940 al 1945 i Lager si portarono via la libertà, la dignità umana, la carriera, la quotidianità (fatta di pianoforte, studi, ricerche, creazione artistica) dei musicisti ebrei, nella maggior parte dei casi gli tolsero anche la vita; ma non poterono prendergli la musica». 

 

Fonte: Archivio storico della Comunità Ebraica di Roma

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Roma: Evento al Museo Ebraico

Roma: Evento al Museo Ebraico

L’Associazione Daniela Di Castro. Amici del Museo Ebraico di Roma

è lieta di invitarLa

giovedì 7 novembre 2013 alle ore 19,30
presso il Museo Ebraico di Roma
Via Catalana

alla presentazione del libro

“Jewish Book Bindings” 


  


a cura di Alberto Di Castro, Olga Melasecchi, Amedeo Spagnoletto

ed alla consegna al Museo della stampa raffigurante la predica forzata, dono dell’Associazione.

Seguirà un intervento della
dott.ssa Silvia Haia Antonucci 

(Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma-ASCER)
riguardante il volume “La scomparsa della sesta Scola. La sinagoga Portaleone” di Giancarlo Spizzichino (ASCER)


Tra i relatori

Rav Benedetto Carucci e la dott.ssa Serena Di Nepi

Nel corso della serata sarà possibile accedere alla mostra

“Storie del ‘900: Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica”

R.S.V.P.
Laura Hannuna 3348265285

In collaborazione con Lebonton Catering
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70 anni dopo

70 anni dopo

La grande razzia del 16 ottobre 1943

In occasione delle ricorrenze associate al settantesimo anniversario della retata del 16 ottobre del 1943, cui fece seguito la deportazione del 18 ottobre, la Comunità Ebraica di Roma organizza il convegno La razzia del 16 ottobre 1943. Dimensioni e problemi della ricerca storica a settant’anni di distanza. Il coordinamento dell’iniziativa è del Dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma in collaborazione con l’Istituto Storico Germanico di Roma. 

Convegno:  

Roma – 17 ottobre 2013 dalle ore 8,30 alle 18,30

Sede del Convegno: Istituto Storico Germanico di Roma, via Aurelia Antica 391

PROGRAMMA

08.30 Registrazione
09.00/09.30 Saluti

Martin Baumeister (Direttore dell’Istituto Storico Germanico di Roma)
Riccardo Di Segni (Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma)
Riccardo Pacifici (Presidente della Comunità Ebraica di Roma)

 
I SESSIONE: LA RAZZIA, LA DEPORTAZIONE E LE REAZIONI di fronte alla persecuzione  

Presiede: Claudio Procaccia (Comunità Ebraica di Roma)
09.30/09.50
Sara Berger (Fondazione Museo della Shoah, Roma)
I persecutori del 16 ottobre

09.50/10.10
Filomena Del Regno (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”)
La comunità ebraica di Roma alla vigilia del 16 ottobre 1943: tendenze politiche e culturali

10.10/10.30
Gabriele Rigano (Università per stranieri di Perugia) Una ferita alla città: i luoghi della razzia ed un profilo dei deportati

10.30/10.50
Marcello Pezzetti (Fondazione Museo della Shoah, Roma) La sorte degli ebrei arrestati dal Collegio Militare ad Auschwitz

10.50/11.20 Pausa

11.20/11.50 Discussione

11.50/12.10
Liliana Picciotto (Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Milano)
I percorsi della salvezza

12.10-12.30
Lutz Klinkhammer (Istituto Storico Germanico di Roma)
Diplomatici e militari tedeschi a Roma di fronte alla politica di sterminio nazionalsocialista

12.30-12.50
Amedeo Osti Guerrazzi (Istituto Storico Germanico di Roma) Roma di fronte al 16 ottobre 1943. Le conseguenze della razzia sulle dinamiche dell’occupazione nazista della Capitale

12.50-13.20 Discussione

II SESSIONE: MEMORIA E FONTI

Presiede: Martin Baumeister (Istituto Storico Germanico di Roma)
 
14.30/14.50
Mario Toscano (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”)
La costruzione della memoria. I difficili inizi

14.50/15.10
Hahle Maryam Badrnejad (Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera)
La memoria della persecuzione degli ebrei a Roma alla luce delle fonti

15.10/15.30
David Meghnagi (Università degli Studi Roma Tre)
Ricomporre l’infranto. L’elaborazione del lutto individuale e collettivo

15.30/16.00 Discussione

16.00/16.30 Pausa

16.30/16.50
Silvia Haia Antonucci (Archivio storico della Comunità Ebraica di Roma)
Le fonti documentarie sul 16 ottobre conservate nell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma

16.50/17.10
Damiano Garofalo (Fondazione Museo della Shoah, Roma)
La razzia del 16 ottobre sullo schermo

17.10/18.30 Discussione 

 


SEDE DEL CONVEGNO
Istituto Storico Germanico di Roma
Via Aurelia Antica, 391
00165 Roma
+39.06.6604921
Fax +39.06.6623838
www.dhi-roma.it

CONTATTI
Susanne Wesely
Istituto Storico Germanico di Roma
+39.06.66049261
wesely@dhi-roma.it
 
Gabriella Yael Franzone
Comunità Ebraica di Roma
Largo Stefano Gaj Taché (Sinagoga)
00186 Roma
+39.06.68400628
Fax +39.06.68400684
dibac@romaebraica.it

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