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Chi falsifica la Sacra Famiglia?

Chi falsifica la Sacra Famiglia?

Cartolina di Natale 

di Ugo Volli 
 


Cari amici,
in questi giorni di festa circolano tante immagini auguranti, che non ci facciamo più veramente caso: alberi, stelle, bambinelli, grotte, presepi… Tutte hanno il significato, anche per chi come me appartiene a tutt’altra parrocchia, di augurare del bene, e come tali sono gradite. Ci sono però alcune eccezioni, alcune mandorle amare e frutta marcia in questi panettoni, che ne deformano il senso verso la propaganda politica, cercando di strumentalizzare e falsificare la religione. Sono immagini in cui si mostra la sacra famiglia nel ruolo di “palestinesi”, ingiustamente bloccati dal “Muro” o dai check point israeliani.

Sono immagini velenose e blasfeme, soprattutto dal punto di vista cristiano. Vediamo brevemente perché. In primo luogo, Giuseppe e Maria erano ebrei, non palestinesi, al di là di tutte le falsificazioni dei politici arabi che descrivono Gesù addirittura come uno ” shahid “, che nel linguaggio attuale del conflitto mediorientale significa attentatore suicida.
 
Lo dicono chiaramente i Vangeli.

Per esempio in Luca, cap.2,1- 6 si legge: ” In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazareth e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.”

E Matteo, cap. 2,1-6: “Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giudea, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele».

“Re dei Giudei”, “famiglia di Davide” “capo del mio popolo Israele”. Il testo non potrebbe essere più chiaro. La famiglia di Gesù era ebrea, Gesù rimase un ebreo rispettoso della Legge fino alla morte, Betlemme era Giudea. A quel tempo non esisteva il nome di Palestina (che fu imposto alla Giudea nel 135 d.C. per ordine di Adriano, dopo l’ennesima fortissima rivolta ebraica quando anche Gerusalemme fu rinominata Aelia Capitolina; i filistei, popolazione indoeuropea da cui il nome deriva, non erano più in circolazione da circa 800 anni e gli arabi erano ancora beduini sparsi e politeisti che vivevano nella parte centrale e soprattutto meridionale della penisola arabica, a 2000 chilometri di distanza.

Chi identifica dunque la famiglia di Giuseppe con i palestinesi, fa insulto insieme alla storia e ai Vangeli.

Già, potrebbe obiettare qualcuno, ma se vivessero oggi? Chi e che cosa sarebbero oggi? Coi se si può dire tutto quel che si vuole. Ma se si vuole minimamente rispettare la narrativa evangelica, bisogna ammettere che l’essere ebreo di Gesù non è un dato marginale, ma centrale: l’idea del Messia è un’idea ebraica, e legata alla casa di Davide; il discorso evangelico è pieno di riferimenti ai profeti ebraici, la predicazione di Gesù si rivolge esplicitamente agli ebrei e non ad altri (anche se dopo la sua morte le cose cambieranno), il suo atteggiamento nei confronti della legge è di “compimento, non di annullamento”, le sue ultime parole sono la citazione di un Salmo di Davide. Il cristianesimo nasce nei suoi contenuti fondamentali e nelle sue storie dal tronco dell’ebraismo, e lo riconosce sempre, anche nei momenti peggiori di “antigiudaismo” (per esempio in Agostino di Ippona o in Lutero).

E allora, che accadrebbe oggi di una coppia di ebrei che dovessero trasferirsi da Nazareth a Betlemme?

Attraverserebbero la valle di Jeezrael, cercherebbero di percorrere la strada delle colline, ma sarebbero respinti; poi magari farebbero il giro passando per l’autostrada costiera e poi su per Gerusalemme, ma sarebbero respinti di nuovo: quello è territorio dell’Anp (zona A) e gli ebrei non possono entrarci. Non possono per due ragioni: la prima è che l’Autorità Palestinese non vuole ebrei in Palestina né ora né mai: neanche un ebreo può abitare nelle zone “liberate”. La seconda ragione, più grave ancora è che ebrei soli e disarmati in territorio palestinese hanno la certezza di essere uccisi appena possibile, come accadde ai due che entrarono qualche tempo fa a Ramallah e furono barbaramente. I cittadini israeliani hanno perciò la proibizione di entrare nelle città palestinesi e i posti di blocco servono anche a questo.

Insomma, Giuseppe e Maria non potrebbero arrivare a Betlemme non perché impediti dal “Muro” israeliano, ma dagli ordini dell’Autorità Palestinese e dalle minacce di morte che vengono da tutte le fazioni arabe locali. Per questa ragione le immagini di cui sto parlando sono un brutale rovesciamento della verità. Che cose del genere vengano dette da alcune chiese cristiane (soprattutto anglicani e luterani, ma anche alcuni vescovi cattolici locali), testimonia di quanto la passione politica e – diciamolo – l’antisemitismo militante, l’odio per Israele e gli ebrei, ha ormai sovrastato in costoro la fede, anche se poi di fatto i cristiani sono perseguitati dai musulmani palestinesi maggioritari, come lo sono dappertutto nel mondo islamico. E’ un peccato, non solo sul piano politico, ma anche su quello propriamente religioso, perché quest’odio annulla il vero spirito di Natale e impedisce a chi ne è portatore di scorgere quella che è una delle radici profonde del Cristianesimo, cioè il legame con l’insegnamento dell’ebraismo.

A tutti i miei amici cristiani auguro sinceramente Buon Natale e Buon Anno.




 

Ugo Volli

 

Testata: Informazione Corretta -25.12.2012

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