Autore: Vittoria Scanu

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Roma. Giovedì 9 luglio 2020, ore 17.00 Museo Storico della Liberazione, via Tasso, 145.

Roma. Giovedì 9 luglio 2020, ore 17.00 Museo Storico della Liberazione, via Tasso, 145.

Tor Vergata Università degli Studi di Roma

in collaborazione con

Museo Storico della Liberazione, Roma

Comune di Roma

Comunità Ebraica di Roma

Presentazione di

Il corpo e il nome.

Inventario della Commissione tecnica medico-legale

per l’identificazione delle vittime delle Fosse Ardeatine (1944-1963)

di Alessia A. Glielmi,

con contributi di

Raffaele Camposanto, Silvia Haia Antonucci, Martino Contu,

Roma, Viella, 2020,

primo numero della Collana del

Centro Romano di Studi sull’Ebraismo (CeRSE) Università di Roma “Tor Vergata”

Giovedì 9 luglio 2020, ore 17.00

Museo Storico della Liberazione, Via Tasso 145, Roma

Introduzione ai lavori

Lucia Ceci

Professoressa di Storia contemporanea e direttrice del CeRSE  (Università di Roma “Tor Vergata”)

Saluti

Antonio Parisella

Presidente del Museo Storico della Liberazione

Ruth Dureghello

Presidente della Comunità ebraica di Roma

Giorgio Adamo

Direttore Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società

(Università di Roma “Tor Vergata”)

Interventi

Marielisa Rossi

già prof.ssa di Bibliografia (Università di Roma “Tor Vergata”)

Claudio Procaccia

Direttore del Dipartimento Beni e Attività Culturali (DiBAC) della Comunità Ebraica di Roma

Raffaele Camposano

Direttore Ufficio Storico della Polizia di Stato

Gilberto Corbellini

Professore di Storia della Medicina presso Università Sapienza di Roma e direttore del Dipartimento Scienze umane e sociali, patrimonio culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche

Lutz Klinkhammer

Storico e vicedirettore dell’Istituto Storico Germanico di Roma

Illustrazione dell’Accordo scientifico stipulato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche

e l’Ufficio Storico della Polizia di Stato con Alessia A. Glielmi e Maurizio Vitale.

Conferimento del Premio CeRSE 2019 alla dott.ssa Stefania Ragaù per la tesi di dottorato

“Le utopie di Sion tra messianismo e sionismo nell’Europa di fine Ottocento e inizio Novecento”

Sarà presente l’Autrice Alessia A. Glielmi, Responsabile degli archivi del CNR e del Museo storico della Liberazione, docente presso l’Università di Roma “Tor Vergata”

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Finalmente abbiamo il nuovo “Salvatore” dell’umanità!

Finalmente abbiamo il nuovo “Salvatore” dell’umanità!

Mentre nelle Chiese italiane non si svolge alcuna celebrazione, e i credenti non possono trovare una voce che plachi le loro ansie, le loro paure e doni luce e speranza in questo momento cruciale nella storia dell’umanità. Il nuovo Messia salverà tutti gli uomini della Terra dal Covid-19 ma non solo!

Non ha capelli lunghi e vesti semplici, ma capelli corti e occhiali che lasciano ben trasparire i suoi occhi.

Il suo nome? Non è Gesù, né George Soros, ma Bill. William Henry Gates III, al secolo Bill Gates, classe 1955, fondatore di Microsoft, inventore del sistema Windows attraverso cui operano un miliardo e mezzo di computer sull’intero pianeta.

Il mondo intero può finalmente tirare un sospiro di sollievo perché tutto è nella mani di quest’uomo, che sta sacrificando se stesso per il bene del prossimo.

A diffondere le sue parole non ci sono gli Evangelisti ma soprattutto i media e i social network.

Il 13 marzo Gates scriveva su Linkedin:“Ho deciso di lasciare Microsoft e Berkshire Hathaway per dedicare più tempo alle priorità filantropiche, lo sviluppo e la salute globale, l’istruzione e il mio crescente impegno sul cambiamento climatico”.

Che grazia per gli uomini!

Il Messia dei Vangeli operava mediante parabole, miracoli e i suoi discepoli. Gates, invece, “oltre ad utilizzare le  sue donazioni filantropiche per controllare l’OMS, UNICEF, GAVI e PATH, finanzia aziende farmaceutiche private che producono i vaccini e una massiccia rete di gruppi di facciata  dell’industria farmaceutica che trasmettono propaganda ingannevole, sviluppano studi fraudolenti, conducono operazioni di  sorveglianza e di pressioni  psicologiche contro chi esprime dubbi sulle vaccinazioni plurime,  e usa il potere e il denaro di Gates per far tacere il dissenso e costringere alla conformità.

Nelle sue recenti apparizioni senza sosta, Gates sembra felice che la crisi Covid-19 gli darà l’opportunità di forzare i suoi programmi di vaccino del Terzo mondo sui bambini americani.”

Ad annunciare il Messia Gates con queste parole è Robert F. Kennedy Jr., nipote dell’ex presidente John F. Kennedy , in un documentato atto, in cui tra l’altro Kennedy evidenzia l‘ossessione vaccinista e la sete “di controllo dittatoriale sulla politica sanitaria globale” di Bill Gates.

Se i miracoli compiuti da Gesù li possiamo leggere nelle Sacre Scritture, ben pochi ne ha compiuti Gates in tema di vaccini. A quanto scrive Robert Kennedy gli esiti dei vaccini sono stati altro che miracolosi, quanto invece pericolosi e dannosi.

“Grazie a una donazione di 1,2 miliardi di dollari e la promessa di sradicare  la polio”, afferma Kennedy, “Gates  ha preso il controllo del National Advisory Board (NAB) dell’India e ha imposto 50 vaccini contro la poliomielite (dai 5 che erano) a tutti i bambini prima dei 5 anni. I medici indiani accusano la campagna Gates di aver causato una devastante epidemia di poliomielite che ha paralizzato 496.000 bambini tra il 2000 e il 2017. Nel 2017, il governo indiano ha terminato il regime di vaccini di Gates e sfrattato Gates e i suoi compari dal NAB. I tassi di paralisi della polio sono scesi precipitosamente.

Nel 2017  l’Organizzazione Mondiale della Sanità  ha dovuto riconoscere, con riluttanza, che l’esplosione mondiale di polio era “vaccine strain”; ossia era provocata dal ceppo contenuto nei vaccini  – quindi dal programma vaccinale di Gates.

“Le epidemie più spaventose  che si sono verificate in Congo, nelle Filippine e in Afghanistan sono tutte legate ai vaccini di Gates. Ancora nel  2018, ¾ dei casi di poliomielite globale provenivano dai vaccini di Gates”.

Kennedy prosegue (fonte: https://www.maurizioblondet.it/robert-kennedy-jr-accusa-bill-gates/):

“Nel 2014, la Gates Foundation ha finanziato test di vaccini sperimentali contro il papilloma umano (HPV), sviluppati da GSK e Merck, su 23.000 ragazze di  remote province indiane. Circa 1.200 hanno sofferto di gravi effetti collaterali, fra cui disturbi autoimmuni e della fertilità. Sette sono morte. Le indagini del governo indiano hanno accusato  i ricercatori finanziati da Gates di aver commesso violazioni etiche intrusive e pervasive:  facendo pressioni indebite su ragazze vulnerabili rurali affinché accettassero la procedura,  opprimendo e  intimidendo i genitori, falsificando i moduli di consenso e rifiutando l’assistenza medica alle ragazze colpite. Il caso è ora davanti alla Corte suprema del paese”.

I poteri di Gates sono davvero unici: egli, infatti, sta finanziando gli scienziati di Harvard per usare la geoingegneria al fine di bloccare il sole e così invertire il riscaldamento globale e il cambiamento climatico.

Ovviamente, il Nuovo Messia è uno dei principali promotori della diffusione del 5G.

Insomma il paladino della Salvezza per l’umanità che tutto sa e tutto conosce.

Roberto Pecchioli, nel  ‘Ritratto di Bill Primo, re del Mondo’, aggiunge che “l’OMS, (Organizzazione Mondiale della Sanità) diretta da un politico africano marxista di lungo corso, implicato in massacri e guerre civili, Tedros Adhanom Gebreyesus, scelto soprattutto per il colore della pelle, è sostanzialmente una proprietà privata di Bill Gates. Egli, attraverso la Fondazione (Bill & Melinda Gates) e la sua ONG Gavi Alliance, è il primo contribuente al bilancio totale. Le donazioni volontarie, informa il British Medical Journal, tra le quali prevalgono quelle del Re del Mondo, costituiscono l’87 per cento del bilancio dell’Oms, e sono in larga misura vincolate a programmi di vaccinazione. Inutile ricordare che chi paga i suonatori decide la musica; superfluo altresì rammentare che non pochi vaccini imposti dall’OMS per volontà di Bill I hanno prodotto gravi problemi, tanto che le sue fondazioni sono sotto inchiesta in India. Gli esperimenti avvengono in corpore vili, nei Paesi più poveri del mondo.”

Anche Milena Gabanelli (insieme a Simona Ravizza) fa un’analisi sull’OMS e sui suoi finanziatori nell’articolo ‘Oms, chi comanda davvero: i 194 Stati, Bill Gates o la Cina?’

I PRINCIPALI 20 CONTRIBUENTI DELL’OMS (2017-2019, in milioni di euro):

Su questo aspetto anche Sigfrido Ranucci, nella puntata di Report dell’11 maggio 2020, dichiara che “l’OMS ha ricevuto da Gates nell’ultimo biennio mezzo miliardo di dollari, per cui è il secondo finanziatore, più degli altri Stati, e lui decide le politiche e le strategie dell’OMS: decide se investire su una campagna di vaccinazione per la poliomielite piuttosto che sulla malaria, che provoca più morti. Ora Gates ha detto che si sta impegnando sulla produzione del vaccino contro il Covid-19 e sarà accessibile a tutti, sì ma a quale prezzo?

Lui i soldi li prende dal suo Trust di famiglia e li mette nella Fondazione Bill & Melinda Gates e dalla Fondazione finiscono nell’OMS; ma i soldi che arrivano dal Trust arrivano in parte anche da investimenti sul mondo sanitario. Parliamo di circa 323 milioni di dollari nel 2018, che avrebbe anche investito in casa farmaceutiche tra cui quelle molto importanti e che producono e distribuiscono i vaccini (Novartis 6 milioni, Gilead 4.6 milioni, Takeda 2.7 milioni, Medtronic 2.2 milioni, Merck 2.2 milioni, Teva 2 milioni, Pfizer 1.7 milioni, Ely Lilly 1 milione). Di questi, 227 milioni li aveva investiti almeno fino ad un anno fa nel Walgreens Boots Alliance, la società che distribuisce farmaci all’ingrosso e al dettaglio in mezzo mondo. Poi tra l’altro Gates aveva fatto un accordo attraverso Microsoft per costruire e gestire la rete informatica di questa società. Serve anche per accaparrare dati sanitari sulle prescrizioni, per sapere quali farmaci vengono più venduti e di conseguenza per investire su quei farmaci. Ecco il cerchio si chiude. Più soldi nel suo Trust e poi soldi che partono per la sua fondazione. Veste i panni da filantropo, dona, risparmiando tasse, all’OMS, e determina quelle politiche sanitarie e campagne di vaccinazione o quelle cure farmaceutiche magari prodotte da quelle multinazionali dove lui ha investito. Più che un conflitto sembra una visione del mondo, chapeau Mister Gates, noi crediamo che la salute della popolazione mondiale meriti qualcosa di meglio.”

Se Gesù lo abbiamo flagellato e messo in croce, ora Gates viene assecondato e seguito come Verbo profetico e veritiero dai Governi di tutto il mondo (Italia compresa). In occasione della raccolta fondi per la ricerca di un vaccino contro il Covid-19, promossa dall’Unione Europea e presentata in una conferenza stampa on line il 4 maggio, Conte ha confermato che l’Italia darà 140 milioni di euro. Si tratta della cifra che aveva promesso a Bill Gates, rispondendo alla sua chiamata telefonica.

Il premier ha precisato che “daremo 10 milioni di euro alla Cepi (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) per accelerare la ricerca per un vaccino. Daremo un contributo di 10 milioni di euro all’Oms, per sostenere i Paesi più vulnerabili nella risposta al Covid-19. Assegneremo mezzo milione di euro al Fondo globale per il meccanismo di risposta al Covid-19. Ci impegniamo a dare un contributo di 120 milioni di euro nei prossimi 5 anni all’alleanza Gavi per l’immunizzazione globale dal Covid”.

In merito alla telefonata ricevuta dal Presidente Conte da parte di Gates l’onorevole Sara Cunial nel suo intervento in Parlamento del 14 maggio (qui il video ) non usa mezzi termini dichiarando: “Caro Presidente, la prossima volta che riceve una telefonata dal filantropo Bill Gates la inoltri direttamente alla Corte penale internazionale per i crimini contro l’umanità, diversamente ci dica come dovremmo definire l’amico avvocato che prende ordini da un criminale”.

Nel suo intervento Sara Cunial cita, inoltre, le parole tratte da una dichiarazione di Gates: “Se facciamo un buon lavoro con i nuovi vaccini, la sanità e la salute riproduttiva, possiamo diminuire la popolazione mondiale del 10-15%. Solo un genocidio può salvare il mondo.”

Bisogna ricordare che questo Messia è anche un generosissimo “donatore” di organi mainstream come l’inglese Guardian, a cui, secondo il sito MintPress, ha offerto più di 9 milioni di dollari. Altri 3 sono andati alla catena televisiva NBC Universal, 4.5 a NPR, National Public Radio, una rete di novecento emittenti radiofoniche americane qualificate “indipendenti”. Un milione agli arabi di Al Jazeera; mentre addirittura 49 milioni al programma finanziario della BBC Media Action. Ovviamente la parola del Salvatore deve essere ben espressa ed esaltata ovunque e a qualsiasi costo.

Se Gesù Cristo aveva la capacità di muovere le masse toccando i cuori con la forza dell’amore, del bene e del giusto, certo Gates muove anch’egli le masse ma con quali strumenti? I mal pensanti, come Robert Kennedy per esempio, risponderebbero i soldi, il potere e gli interessi economici che tutto schiacciano e uccidono senza guardare in faccia nessuno. Ma di fronte al Messia ci si deve solo inchinare e dire sì…o almeno è quello che tutto il mondo sta dimostrando di fare.

Di:  Alessandra Corrente – La Voce del Trentino
Data di pubblicazione: 16 Maggio 2020

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Saggezza popolare ebraica

Saggezza popolare ebraica

Dal Talmud: 38 detti popolari

Sulla crescita dei bambini

  1. La qualità di un cetriolo può essere individuata quando è ancora un fiore. Berachot 48a.

Molti dei tratti di una persona sono già visibili nei primi anni.

  1. Il vagito di un bambino viene da suo padre o da sua madre. Sukkah 56b.

I bambini adottano la lingua e gli atteggiamenti con cui sono cresciuti. Tutta la famiglia di Miriam Bat Bilga, una donna di un clan sacerdotale che parlava contro D-o, fu penalizzata. Perché? Perché le sue parole aspre e blasfeme non sono apparse nel vuoto; erano il risultato dell’atmosfera beffarda e cinica della sua casa d’infanzia.

  1. La pecora segue la pecora; le azioni della figlia sono le stesse di sua madre. Ketubot 63a.

La moglie del rabbino Akiva lo sposò quando era un pastore semplice e lo incoraggiò a studiare la Torah. La loro figlia fece quindi lo stesso per suo marito, Ben Azzai, che divenne uno studioso. I saggi citano questo adagio, osservando che i bambini imparano la compassione dai loro genitori.

Sulla natura umana

  1. Un piatto appartenente a due persone non è né caldo né freddo. Eiruvin 3b.

Quando più di una persona è responsabile di qualcosa, è normale che nessuno si assuma la responsabilità. È per questo motivo, affermano i saggi del Talmud,che è molto probabile che gli spazi condivisi vengano trascurati.

  1. Un singolo peperone ben definito è meglio di un cesto di zucche. Yoma 85b.

Indipendentemente dal numero di zucche che una persona può ottenere, non sarà in grado di estrarne una minima quantità di sapore di un singolo peperone, che è ricco di sapore. Allo stesso modo, un argomento forte vale più di tanti argomenti deboli.

  1. Nel cucchiaio che ha fatto il carpentiere stesso, la senape brucerà il suo palato. Pesachim 28a.

A volte siamo noi stessi i nostri peggiori nemici, mettendoci in guai che solo noi stessi avremmo potuto creare.

  1. O un amico o la morte. Taanit 23a.

La vita senza amici non vale la pena di essere vissuta. Abbiamo bisogno dell’interazione sociale per vivere in modo significativo. Allo stesso modo, una volta che una persona è arrivata al punto in cui non ha più amici, anche la morte diventa gradita.

  1. Chi è stato morso da un serpente ha paura di una corda. Shir Hashirim Rabbah 1:14.

Le esperienze traumatiche del nostro passato possono essere rievocate dalle situazioni più semplici.

  1. All’interno della mia città sono conosciuto con il mio nome. Quando sono fuori da essa, sono conosciuto per i miei vestiti. Shabbat 145b.

Quando si è lontano da casa, l’abbigliamento assume un significato di maggiore importanza, in quanto segnala agli altri chi siamo e come ci consideriamo. A Babilonia gli studiosi di Talmud indossavano abiti identificabili in modo tale che le persone li riconoscessero come studiosi.

  1. Dal grasso della persona sfortunata, la donnola e il gatto fanno un matrimonio. Sinedrio 105a.

La donnola e il gatto sono rivali naturali. Tuttavia, quando c’è un bene di cui entrambi possono beneficiare, mettono da parte le controversie per goderselo. Allo stesso modo, un nemico comune spesso porta gli avversari a mettere da parte le loro differenze e a lavorare insieme pacificamente.

  1. Un cane affamato mangia anche letame. Bava Kama 92b.

Quando siamo disperati, siamo facilmente attratti da soluzioni che sappiamo non funzioneranno mai, come lo sterco che non può certamente nutrire. È fondamentale ricordare che lo sterco è sterco, non importa quanto possiamo essere affamati.

  1. Una persona che ha avuto un membro della sua famiglia impiccato non dirà “impicca un pesce per me”. Bava Metzia 59b.

Le parole hanno un grande peso. Le stesse parole che possono essere completamente neutre per una persona, possono essere pungenti e dolorose per un’altra.

  1. La povertà segue i poveri. Bava Kama 92a.

A volte sembra che una sfortuna abbia l’abitudine di attirare sempre più sfortuna.

  1. Quando un cammello cerca di avere le corna, le sue orecchie vengono tagliate. Sinedrio 106a.

È importante conoscere i nostri limiti. Quando perseguiamo ciò che non ci è dovuto, perdiamo ciò che è giustamente nostro.

Consigli per la vita

  1. Se hai un difetto, sii il primo a dirlo. Bava Kama 92b.

Lo sforzo di mantenere qualcosa di segreto può essere peggiore della stessa imperfezione. L’onestà e la sincerità sono spesso premiate con accettazione e perdono.

  1. Non gettare pietre nel pozzo da cui hai bevuto. Bava Kama 92b.

Sii sempre gentile con coloro di cui hai beneficiato in passato.

  1. Vendi le tue erbe in un luogo dove crescono le erbe. Menachot 85a.

La concorrenza può essere più intensa che in un luogo in cui le erbe sono sconosciute, ma almeno ci saranno acquirenti che capiranno e apprezzeranno i vantaggi delle tue merci.

  1. Usa un calice costoso oggi; domani lascia che si spezzi. Berachot 28a.

Spesso siamo così preoccupati per quello che potrebbe succedere, che non facciamo nulla. Conservare delle tazze costose e non usarle mai per non romperle, è un esempio perfetto. A volte, è saggio e prudente correre dei rischi.

  1. Prepara il cibo per un bue, prepara del cibo per più buoi. Bava Metzia 69a.

Se stai facendo un favore a una persona, prova a includere altre persone che hanno bisogno dello stesso favore. Una volta che ci si sforza e ci si impegna per nutrire un singolo bue, farlo anche per altri non è uno sforzo altrettanto grande.

Sulla gestione delle persone difficili

  1. Che tu abbia ragione o torto, non imprecare. Jerusalem Talmud, Shavuot 6: 5.

Anche se tecnicamente è permesso, ed è spesso l’unico modo con cui una persona può difendere il suo buon nome, è sempre meglio non prestare giuramento.

  1. Non fare favori ai malvagi e nessun male ti accadrà. Genesi Rabbah 22:17.

Un favore indiscriminato può finire per ritorcersi contro il benefattore.

  1. Dal tuo debitore, prendi la paglia. Bava Kama 15b.

Un precursore di “Un uccello nella mano vale due nella boscaglia”: se il tuo debitore ti offre il pagamento, anche se è sotto forma di paglia indesiderata, prendilo, è meglio che non ottenere nulla. A volte, la seconda offerta è la migliore opzione disponibile.

  1. Se tuo nipote diventa poliziotto, stai alla larga da lui nel mercato. Yoma 18a.

Avere una persona di autorità troppo intimamente consapevole della tua attività non può portare a nulla di buono.

  1. Anche quando pensi agli affari tuoi, il tuo nemico si sente minacciato. Sinedrio 95b.

A volte percepiamo qualcosa come minaccioso anche quando è del tutto innocuo. Un nemico vede complotti viziosi anche dietro la passeggiata più innocente.

  1. Se un bue corre e inciampa, un cavallo viene messo al suo posto. Sinedrio 98b.

Nella pratica, le relazioni sono spesso difficili da cambiare. Un bue è di gran lunga superiore a un cavallo in forza. Tuttavia, quando il bue non è disponibile, il padrone non ha altra scelta che usare un cavallo per il suo lavoro. E una volta che ciò accade, egli si abitua talmente al cavallo che trova difficile poi tornare ad utilizzare un bue.

  1. Meglio essere maledetti che maledire. Sinedrio 49a.

L’innocente destinatario di una maledizione sa di non aver fatto nulla di male. Lo stesso non si può dire per chi ha pronunciato parole dure contro un’altra persona. Inoltre, i saggi notano che le maledizioni dispensate da una persona, alla fine tornano a chi le ha pronunciate avverandosi per lui.

Lo sforzo

  1. Secondo il cammello è il suo carico. Ketubot 67a.

Un carico piccolo per un cammello, può sopraffarne un altro. Allo stesso modo, ogni persona deve dare carità secondo i propri mezzi, non confrontando le proprie offerte con quelle degli altri.

  1. Sessanta corridori corrono e non raggiungono la persona che ha mangiato la mattina. Bava Kama 92a.

Consumare una ricca colazione fornisce l’energia di cui si ha bisogno per affrontare la giornata con vigore, ottimismo e forza.

  1. Se sollevi il carico con me, sarò in grado di sollevarlo; e se non lo farai, non lo solleverò. Bava Kama 92b.

Lo sforzo di due persone equivale a più della semplice somma di due forze: quando ci sosteniamo a vicenda, tutti possiamo realizzare più di quanto potremmo fare da soli.

Sul matrimonio

  1. Chi si vendica a causa del suo zelo, distrugge la propria casa. Sinedrio 102b.

La vendetta può forse funzionare a breve termine, ma alla fine è il vendicatore che finisce per soffrire.

  1. Se tua moglie è bassa, chinati e sussurra a lei. Bava Metzia 59a.

Come apprende ogni uomo sposato, spesso sua moglie ha parole sagge da condividere: vale la pena ascoltarla, anche se a volte può significare anche umiliarsi.

  1. Quando il nostro amore era forte, avremmo potuto giacere sulla lama di una spada. Ora che il nostro amore non è forte, un letto di sessanta cubiti è insufficiente. Sinedrio 7a.

Rav Huna sentì un passante affermare questo paragone e comprese che la stessa verità vale per D-o e Israele. Quando siamo stati in sintonia spiritualmente, abbiamo meritato di stare insieme a D-o all’interno del Tabernacolo; oggi, tuttavia, non c’è posto al mondo che possa contenere la Sua presenza.

  1. Se un cane ti abbaia, resta; se una cagnolina ti abbaia, vattene. Eruvin 86a.

La donna è il pilastro della casa e ha l’ultima parola su chi può rimanere e chi deve andarsene.

Sulla spiritualità e l’anima

  1. Un ladro in piedi all’ingresso del tunnel chiama D-o. Berachot 63a

Precursore di “Non ci sono atei nelle buche”, questo motto ci dice che tutti, anche un ladro, chiamano D-o nel momento del bisogno.

  1. Una singola moneta in un pallone vuoto fa più rumore. Bava Metzia 85b.

Quando una persona supera una storia familiare di ignoranza e apatia verso lo studio della Torah, il contrasto è immediatamente evidente.

  1. Scuoti il sale e getta la carne al cane. Niddah 31a.

Anche il cibo migliore è insapore senza sale. Allo stesso modo, è la scintilla divina, l’anima, che dà vita al corpo. Una volta che l’anima se ne va, tutto ciò che rimane è un corpo senza vita fatto solo di carne e ossa.

  1. Il vino appartiene al padrone. Ma si ringrazia il cameriere. Bava Kama 92b.

Nel Talmud, questo è citato come un fatto di vita. Ma è anche una domanda. Come può accadere che, pur appartenendo il vino al padrone, la gente pensi che se il vino è buono sia merito del cameriere? Gli sciocchi non riescono a riconoscere che il cameriere non è altro che un agente del padrone e che adulando il cameriere, non otterranno nulla. D-o è il Maestro dell’Universo, ma i pagani adoravano follemente i suoi agenti inanimati, i corpi celesti e gli altri fenomeni naturali.

  1. Un mirto tra le spine è ancora chiamato mirto. Sinedrio 44a.

Anche se una persona pecca, circondando la sua anima di spine e rami, l’essenza dell’anima rimane pura e incontaminata.

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Nobile: Chiesa e Sinistra, cronaca di un matrimonio contronatura.

Nobile: Chiesa e Sinistra, cronaca di un matrimonio contronatura.

Potremmo scrivere diversi libri, ma penso che sia sufficiente riportare alcuni titoli dei quotidiani per rilevare la devastante ambiguità vaticana.

La Repubblica,19 maggio 2019: Rosario sul palco, il mondo cattolico contro Salvini. Il Vaticano: “Dio è di tutti, pericoloso invocarlo per sé”.
Il Messaggero, 19 febbraio 2020: Trovato l’accordo tra Cina e Vaticano sul vescovo di Hong Kong, scelto un “falco filo cinese”.
Avvenire, 12 marzo 2020: Coronavirus. La Presidenza Cei: chiusura delle chiese possibile, la scelta ai vescovi. È per senso di responsabilità e di appartenenza alla famiglia umana che la Chiesa italiana indica una scelta che ora si può rendere necessaria.
Avvenire, 10 aprile 2020: Coronavirus. È il momento di gettare le basi per un nuovo ordine mondiale. La pandemia ha generato percorsi di solidarietà inediti. Da questa base si può ripartire per unire i Paesi nella lotta ai veri conflitti.
Corriere della Sera, 10 aprile 2020: La Via Crucis di Papa Francesco in una piazza San Pietro deserta.
La Repubblica, 12 aprile 2020: Coronavirus, Francesco rinuncia al rito del “Resurrexit” e al posto dell’omelia un momento di silenzio – La decisione motivata dalla pandemia in corso così da adeguare la festa di Pasqua alle difficoltà del tempo presente.
La NBQ, 16 marzo 2020: Adesso è troppo: la polizia interrompe la Messa. Scene da Cina comunista a Marina di Cerveteri dove il parroco viene colto di sorpresa da due agenti che intimano al sacerdote di interrompere la celebrazione. Il motivo? Sul sagrato si erano radunati – a distanza! – alcuni fedeli in preghiera. (La cosa si è ripetuta in una chiesa di Soncino in provincia di Cremona https://www.youtube.com/watch?v=W0HkDPEcius Roba da far arrossire di vergogna tutto l’episcopato. Al contrario la diocesi di Cremona interviene con una sviolinata che non lascia dubbi: “Riguardo alla vicenda pur consapevole dell’intima sofferenza e del profondo disagio di tanti presbiteri e fedeli per la forzata e prolungata privazione dell’Eucaristia, non può non sottolineare con dispiacere che il comportamento del parroco è in contraddizione con le norme civili e le indicazioni canoniche che ormai da diverse settimane condizionano la vita liturgica e sacramentale della Chiesa in Italia e della Chiesa cremonese.”
Tempi, 24 aprile 2020: La polizia è entrata armata in chiesa per interrompere la Messa. Ora basta -La denuncia a tempi.it di padre Philippe de Maistre, parroco a Parigi: “C’erano tre fedeli in chiesa, nessun assembramento. Senza espressione pubblica non c’è fede cattolica: è ora che i vescovi alzino la voce”.
Youtube, il 25 aprile: La sinistra manifesta per le strade cantando Bella ciao. Governo e Vaticano non battono ciglio.
Il Giornale, 26 aprile 2020: Conte dice no alle Messe. L’ira della Cei: “Violate le libertà di culto”. (VatiGiano bifronte.)
Stilum Curiae, 27 aprile 2020: Mons. Giovanni D’Ercole “La Chiesa non è il luogo del contagio“.
Il giorno seguente, martedì 28 aprile, nell’introduzione della messa a Santa Marta, Bergy di Marcomao, per evitare confusione e preoccupato per il coraggio dimostrato da alcuni religiosi, riconferma la sua linea politica: “In questo tempo nel quale si comincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni”.
Da queste vicende possiamo trarre alcune considerazioni. Il Vaticano e la sinistra filo-Xi Jinping confermano che i matrimoni contronatura, oltre che grotteschi, sono controproducenti. Probabilmente gli sposini si sono messi d’accordo per dare l’opportunità alla sposa, dopo infinite umiliazioni, di salvare la faccia attraverso l’ultima uscita di Conte che conferma la chiusura delle chiese. Infatti la Cei, per accattivarsi un po’ di credito dai cattolici nauseati, miagolano “Violate le libertà di culto”. Poveretti, hanno fallito anche qui, perché dopo l’intervento di Bergymao del 28 aprile, che ricorda “l’obbedienza alle disposizioni perché la pandemia non torni”, hanno fatto l’ennesima figura cacina. A mio avviso, comunque, l’articolo che dovrebbe chiarire questa opera buffa e al contempo terribilmente drammatica, è senz’altro il titolo del quotidiano dei vescovi sul Nuovo Ordine Mondiale. Ne siamo convinti perché Bergymao non ha mai ricordato Gesù Cristo come unico Salvatore. Dopo aver relativizzato la cattolicità con Lutero, islam e Pachamama, ha gettato definitivamente alle ortiche il Cristo per adorare il messia totalitario.

Agostino Nobile

Tratto da:
Stilum Curiae, di Marco Tosatti del 30 aprile 2020

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Fratture nel “Partito dell’odio”. Lo schiaffo di Conte. Il momentaneo sussulto di dignità dei vescovi e il tradimento di Bergoglio. L’ennesimo (vedi Post Scriptum).

Fratture nel “Partito dell’odio”. Lo schiaffo di Conte. Il momentaneo sussulto di dignità dei vescovi e il tradimento di Bergoglio. L’ennesimo (vedi Post Scriptum).

Sta naufragando rovinosamente il sogno di Giuseppe Conte e dei suoi strateghi: usare l’emergenza Covid-19 per dare, allo sconosciuto avvocato foggiano, un’aura da statista attorno alla quale costruire un nuovo partito di centrosinistra e (pseudo) cattolico.

Anzitutto perché da domenica sera è cambiata l’atmosfera: dilagano il malcontento e la rabbia. Si assiste a una sollevazione generale per l’incompetenza del governo che non ha visione, non ha un piano e, invece di varare la Fase 2, sprofonda nelle sabbie mobili di norme assurde. I danni economici e sociali sono giganteschi e ogni giorno si aggravano.

Ma, in secondo luogo, perché Conte, con il pesante schiaffo dato ai cattolici (ancora niente messe, ma solo funerali e con meno di 15 persone, possibilmente all’aperto), è riuscito a inimicarsi perfino l’unico vero sponsor di cui aveva l’appoggio: la gerarchia cattolica e vaticana (da non confondere col popolo cattolico che vota come vuole e – com’è noto – all’opposto di Bergoglio e della Cei).

Eppure da sempre la Cei – su ordine del papa argentino, mosso dalla precisa intenzione di attaccare la Lega di Salvini – era stata più che collaborativa: servile.

Tale era la sottomissione al governo che i vescovi – all’inizio dell’emergenza Covid – in Lombardia non hanno esitato a buttar fuori il popolo cristiano dalle chiese, spazzando via messe e sacramenti, mentre ancora erano aperti bar e ristoranti (il successo di Conte per loro “val bene una messa”).

Dio, nel dramma dell’epidemia, veniva dichiarato inutile: “obbedite al governo”, ha ripetuto Bergoglio. Più realisti del re, non si sono limitati a indicare lo stato di necessità, ma hanno perfino teorizzato (assurdamente) che messe e sacramenti non erano necessari perché bastava pregare da soli in casa. Guadagnandosi così lo sdegno dei fedeli i quali hanno tratto la conclusione che allora nemmeno preti e vescovi erano necessari (tanto meno l’otto per mille).

Con questo servilismo governativo i vescovi non si sono nemmeno resi conto della loro plateale contraddizione, perché – mentre sospendevano le messe per evitare assembramenti – tenevano aperte le frequentatissime mense della Caritas al fine di collaborare col governo nel nutrire chi era senza pasto (prima i migranti). I fedeli hanno capito quindi la malafede.

La Cei si è trasformata in una sorta di ufficio statale alla maniera cinese (come piace a Bergoglio) e ha accettato che la Messa venisse parificata alle attività ludico-ricreative non essenziali (perciò sospese) come la sagra della bistecca.

Non solo. Quando Matteo Salvini, nella settimana santa, si è sommessamente associato alla proposta di Davide Rondoni, per far celebrare le messe almeno a Pasqua, sono stati proprio i vescovi e i media clericali a “linciarlo”.

Tuttavia nel giro di pochi giorni il malcontento e le proteste dei fedeli e dei parroci sono assai cresciuti, anche per diversi inauditi episodi di incursione nelle chiese delle forze dell’ordine durante celebrazioni liturgiche.

Inoltre la sospensione delle attività delle parrocchie rappresenta per la Chiesa un grosso danno economico e ai soldi i vescovi sono alquanto devoti. Così la Cei, in vista della fase 2 che doveva essere varata domenica sera, ha chiesto a Conte di tornare a celebrare le messe, ovviamente con le dovute misure sanitarie. Si aspettava la sua gratitudine e il suo “sì”.

Invece è arrivato “un duro schiaffone condito da una sottile presa in giro”, come ha scritto un analista cattolico di idee moderate, Riccardo Cascioli, che ha aggiunto: “La Cei raccoglie quello che ha seminato. Da servi si sono comportati, da servi vengono ora trattati”.

Allora la Cei ha scoperto d’improvviso che il governo sta attaccando “la libertà di culto”. E ieri dappertutto si sono sentiti i vescovi protestare e strepitare. Ma can che abbaia non morde. I vescovi se volessero potrebbero riaprire subito le chiese al culto perché il governo, in realtà, non ha nessun potere di vietarlo, secondo la Costituzione.

Però non ne hanno il coraggio perché sanno che Bergoglio appoggiava il progetto politico di Conte (lo ha perfino ricevuto con tutti gli onori proprio nei giorni della chiusura totale delle chiese al popolo). Ma ora che farà il politico argentino vestito di bianco? La resa del Conte si avvicina.

Antonio Socci

Da “Libero”, 28 aprile 2020

 

POST SCRIPTUM:

Nelle ore in cui è stato scritto questo articolo tutti i vescovi erano sul piede di guerra e sembrava (a molti) che avessero dalla loro parte anche il Vaticano. Infatti la Cei, prima di pubblicare il suo durissimo comunicato contro il governo, aveva avuto il placet della Segreteria di stato vaticana.

Ma siccome io so come ragiona Bergoglio e so che lui fra il Potere e Cristo sceglie sempre il Potere, ho concluso il mio articolo con un punto interrogativo sul suo comportamento.

E infatti, puntualmente, stamani (martedì), nella sua omelia (perché lui strumentalizza le cose sacre per fare le sue personali battaglie politiche e di potere), stamani – dicevo – ha subito sconfessato la Cei e la Segreteria di Stato, esprimendo il suo appoggio alla “prudenza” di Conte che continua a tenere il popolo cristiano fuori dalle chiese e lontano dai sacramenti.

È un tradimento, contro Cristo e contro il popolo cristiano. Ma Bergoglio se ne infischia. A lui interessano solo la politica e il potere, tanto è vero che la “prudenza” che ha raccomandato oggi agli altri (per continuare a sospendere le messe) non la ebbe lui il 23 febbraio scorso quando – eravamo già nella “psicosi” del Covid – tenne il raduno di Bari dove, davanti a 40 mila persone, fece il suo stizzito comizio politico “anti sovranista”, cioè contro l’Italia).

Siccome il suo fido Conte è in grosse difficoltà, perché il suo governo (il più anticattolico della storia recente), sta facendo enormi danni al paese, Bergoglio subito è corso in suo aiuto (sempre e solo in odio a Salvini che è la sua ossessione).

L’umiliazione che ha inferto ai (pavidi) vescovi italiani per lui non è un problema. È il suo metodo di governo: umiliare i sottoposti gli serve a riaffermare il suo dominio assoluto e ad avere piena sottomissione.

Probabilmente con questo gesto spera anche di ottenere le dimissioni di Bassetti, che lui vuole sostituire con Zuppi, cioè uno ancora più sottomesso di Bassetti. L’umiliazione della Chiesa italiana è dovuta al suo oscuro odio per l’Italia e gli italiani.

Tratto da:

Lo Straniero – il blog di Antonio Socci

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Finire nelle mani della Cina? No,Grazie!

Finire nelle mani della Cina? No,Grazie!

All’Ambasciata americana di via Veneto ieri saranno ammutoliti quando hanno letto ciò che che uno dei leader del M5S, Alessandro Di Battista, ha scritto sul “Fatto quotidiano” sull’abbraccio con la Cina.
In pratica Dibba ha messo a tema un capovolgimento di alleanze internazionali dell’Italia, dallo schieramento occidentale al “rapporto privilegiato con Pechino” nella “terza guerra mondiale” che si sta combattendo e che – parole sue – “la Cina vincerà”.
Siccome i nostri governi da sempre sono definiti anzitutto dalla loro collocazione internazionale, un’affermazione del genere (che non è solo una dichiarazione d’intenti o una sparata a salve) dovrebbe destabilizzare questo esecutivo, dal momento che il M5S ne è il socio di maggioranza ed esprime addirittura il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri.
A meno che anche Pd e Leu (magari per un ritorno di fiamma del loro Dna rosso delle origini) non siano sedotti dall’idea di ributtarsi fra le braccia di un regime comunista orientale (ieri Mosca oggi Pechino).
Eppure era partito bene, Di Battista, criticando l’Ue, il Patto di stabilità “che ha dato inizio all’era dell’austerità” (e al disastro sociale), il Mes e gli altri “strumenti” di cui si sta discutendo a Bruxelles.
Per Di Battista sono “tutte proposte che aumenteranno i debiti pubblici degli Stati”. Aumenteranno anche la tassazione fino a soffocare le economie europee. Infatti l’esponente del M5S sostiene che la Germania vuol far “aumentare i debiti pubblici” degli altri Stati “costringendo presto al rientro i Paesi più esposti a cominciare dall’Italia”.
Per tutti questi motivi – dice Di Battista – “il Mes è una trappola da evitare”, ma di fatto il crollo del Pil e l’aumento del debito ci costringeranno a mettere la testa nel cappio della Ue.
E qui viene lo scenario del M5S tratteggiato da Di Battista: “Ci spingeranno a indebitarci per poi passare all’incasso, ma abbiamo delle carte da giocare. In primis il fatto che senza l’Italia la Ue si scioglierebbe come neve al sole. Poi un rapporto privilegiato con Pechino che, piaccia o non piaccia, è anche merito del lavoro di Di Maio. La Cina vincerà la terza guerra mondiale senza sparare un colpo e l’Italia può mettere sul piatto delle contrattazioni europeo tale relazione”.
Si allude probabilmente all’idea di vendere parte del debito pubblico a Pechino e di fatto si prospetta la trasformazione dell’Italia in una colonia cinese, la base del Dragone in Europa. Con tutto quello che comporta.
E’ abbastanza singolare che il Quirinale – così come i grandi giornaloni dell’establishment – non facciano una piega, visto che si stracciavano e si stracciano sempre le vesti alla più piccola critica alla Ue della Lega, sicuramente filoamericana.
Oltretutto è noto che non si tratta di parole a vanvera di Dibba. Infatti Di Maio, come ministro degli Esteri, si sta davvero spendendo per questo “matrimonio” con Pechino, dall’accordo per la “via della seta” (condannato dagli Usa), al 5G, fino all’emergenza Coronavirus durante la quale la Cina è stata trattata in guanti bianchi pur essendo all’origine della pandemia.
Nel blog di Beppe Grillo il 12 marzo scorso uscì un articolo intitolato “Cina-Italia: un destino condiviso”. Era un’apologia della Cina nella crisi del coronavirus e una critica all’Occidente.
La linea del M5S è chiara da tempo. Basti ricordare i due incontri che Beppe Grillo ebbe il 22 e il 23 novembre con l’ambasciatore cinese a Roma (intervallati da un confronto proprio con Di Maio).
D’altra parte il Vaticano di Bergoglio è l’altro alleato forte del regime cinese e – guarda caso – proprio il papa argentino è il principale sostenitore del premier Conte, espressione del M5S.
E’ un asse che va da Grillo a Bergoglio, passando per Conte e Di Maio. Che il regime cinese sia il nemico n. 1 dell’Occidente a costoro non interessa.

Antonio Socci

Da “Libero”, 20 aprile 2020

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Massime dei Padri.

Massime dei Padri.

Trattato dei Padri nel periodo del corona

C’è una splendida usanza che inizia questo shabbat, dallo shabbat che viene dopo Pesach fino all’inizio dell’estate: studiare le “Massime dei Padri”. È un testo che tratta delle caratteristiche del nostro carattere e del comportamento sociale e umano e credo che quest’anno, così particolare, sia fortemente necessario. Lo spirito delle “Massime dei Padri” può essere di grande beneficio per noi durante questi giorni di corona così stressanti e pieni. Qui, per esempio, una serie di impostazioni innovative fa riflettere di nuovo su cosa sia la saggezza, la forza, la ricchezza e l’onore, “Chi è il saggio? Colui che impara da ogni uomo”, “Chi è il forte? Colui che controlla i propri istinti.”, “Chi è il ricco? Colui che si accontenta di quello che ha”, “Chi è l’uomo di onore? Colui che sa onorare il prossimo”.Ogni frase qui frantuma ciò a cui siamo abituati a considerare come persona di successo e ci incoraggia a fare un lavoro interiore. Ecco altri esempi: “Che il rispetto che ti viene dato sia come quello che tu dai agli altri” e ancora – “Ricevi gli altri sempre con attitudine positiva ” Potrebbero queste sembrare frasi adatte ai muri di una scuola materna, ma proviamo a pensare a una società che prende sul serio e mette in atto queste parole. Oltre al lavarsi le mani, ai guanti e ai disinfettanti, forse le “Massime dei Padri” dovrebbero essere aggiunte ai nostri mezzi di protezione a breve termine. Shabbat shalom e buona salute a tutti.

Alberto Piperno

/ WhatsApp giornaliero / Sivan Rehav-Meir:

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TRUMP/CINA/OMS

TRUMP/CINA/OMS

REPETITA IUVANT

E arriva il colpo di maglio di Trump sull’OMS. Colpo di maglio annunciato ed eseguito. I fondi americani, i più cospicui erogati all’organizzazione, come sono i più cospicui quelli erogati all’ONU, i più cospicui quelli erogati alla NATO, erano i più cospicui quelli erogati al baraccone della moltiplicazione palestinese, UNRWA, sono finalmente stati sospesi. Si tratta di 400 milioni di dollari in meno.

Motivo? Very simple. L’ossequiosità filocinese dell’organizzazione la quale attaccò il presidente americano quando mise il veto sugli ingressi dei viaggiatori dalla Cina.

La stessa organizzazione che ha atteso un mese intero prima di dichiarare la pandemia e il cui segretario l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, ex militante dell’organizzazione marxista-leninista, “Fronte di Liberazione del Popolo delle Tigri”, si recò a Pechino a baciare la pantofola di Xi Jinping tacendo su i silenzi e le censure del governo cinese che cercò di nascondere al mondo l’epidemia.

Se oggi ci troviamo in questa situazione disastrosa lo dobbiamo, non va mai dimenticato, in primis al governo cinese e al suo illuminato leader e subito di seguito all’OMS.

Al di là delle carenze organizzative, delle specifiche responsabilità di questo o quell’altro paese nell’avere gestito l’epidemia, a monte del disastro c’è la Cina, dove il virus è originato, e non sappiamo ancora come, e la colpevole carenza informativa dell’OMS.

Repetita iuvant. Non a stare meglio, ma a ribadire alcune verità fondamentali.

Niram Ferretti

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L’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma a casa vostra

L’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma a casa vostra

Comunità Ebraica di Roma. Assessorato alla Cultura e all’ASCER

In questo momento di difficoltà profonda e di lontananza, l’Assessorato alla Cultura con l’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma ha deciso di promuovere, attraverso il Dipartimento Beni e Attività Culturali, una serie di iniziative.

Questo progetto specifico, dal titolo “l’Archivio Storico a casa vostra”, propone agli interessati alla storia della Comunità Ebraica di Roma un ciclo di lezioni, o meglio una serie di clip di pochi minuti ciascuna, che consentiranno di ricostruire in modo agile la storia della nostra collettività dalle origini del suo insediamento a Roma fino ai giorni nostri.

sito web: http://www.romaebraica.it/archivio-storico-ascer/

Oltre agli interventi dello staff del Dipartimento Beni e Attività della CER, sono previsti contributi da parte di studiosi ed esperti del settore che potranno approfondire alcuni nuclei tematici relativi alla storia della nostra comunità.

#LaCulturaNonSiFerma
#IoRestoACasa

Dott.ssa Silvia Haia Antonucci, Responsabile dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma (ASCER) “Giancarlo Spizzichino”
Largo Stefano Gaj Tachè (Sinagoga), 00186 Roma, Tel. 0668400663, Fax 0668400664

sito webhttp://www.romaebraica.it/archivio-storico-ascer/
Orario (su appuntamento): lun-gio 9,00-13,30 e 14,00-17,30; dom 8,30-12,30; ven e sab chiuso

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Udienza privata

Udienza privata

Francesco riceve in udienza Giuseppe Conte

La Sala Stampa vaticana ha dato notizia dell’incontro stamattina in Vaticano tra il Papa e il premier italiano

VATICAN NEWS

“Preghiamo per i nostri governanti che devono prendere la decisione su queste misure: che si sentano accompagnati dalla preghiera del popolo”. Francesco aveva aperto così, il 12 marzo scorso, la quarta Messa da S. Marta in tempi di pandemia. Con un pensiero a chi tiene le redini della cosa pubblica e deve fare scelte difficili, anche impopolari. Non è noto il contenuto del dialogo avvenuto questa mattina tra il Papa e il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giuseppe Conte, che ha incontrato il Pontefice in udienza privata. Ma è noto quanto l’Italia sta affrontando a causa del Covid-19 e quanto Francesco abbia a cuore la situazione della Penisola e non solo.

I precedenti incontri

In precedenza, il Papa e Conte si erano visti brevemente alla fine delle esequie del cardinale Achille Silvestrini. Era il 30 agosto dell’anno passato e di lì a pochi giorni sarebbe nato il secondo governo del premier. La prima udienza in Vaticano era avvenuta l’anno prima, il 15 dicembre 2018, 45 minuti di colloqui per un confronto su diseguaglianze sociali, migrazioni, ambiente e pace.

 

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