Autore: Vittoria Scanu

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Terremoto in Vaticano: E Gesù lapidò l’adultera! E’ questo che insegnano in Cina… Grazie a Bergoglio!!!

Terremoto in Vaticano: E Gesù lapidò l’adultera! E’ questo che insegnano in Cina… Grazie a Bergoglio!!!

«Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la prima pietra contro di lei». La risposta di Gesù, come riportato da Giovanni (8,1-11), agli scribi e ai farisei è uno dei passi più famosi del Vangelo. Altrettanto rinomato è il finale dell’episodio dell’adultera: “Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più»”. Eppure c’è un paese al mondo dove il racconto evangelico non si conclude così.

E GESÙ LAPIDÒ L’ADULTERA

Come denunciato da UcaNews, la storia viene distorta in un libro di testo destinato alle scuole secondarie in Cina. Nel sussidiario pubblicato dall’editrice governativa dell’Università di scienza elettronica e tecnologia, che ha l’obiettivo di insegnare negli istituti professionali del Dragone “la legge e l’etica professionale”, Gesù lapida l’adultera. Sembra incredibile, ma è esattamente così.

Quando la folla rinuncia all’intenzione di punire la donna, spiega il “Vangelo con caratteristiche cinesi”, Gesù le dice: «Anch’io sono un peccatore. Ma se la legge può essere eseguita solo da uomini senza macchia, la legge sarebbe morta». E poi la uccide.

«LA CHIESA FACCIA CORREGGERE IL LIBRO»

Il passo del testo, riproposto in pagina, è stato pubblicato sui social media cinesi da un cattolico. «Voglio che tutti sappiano che il Partito comunista cinese ha sempre cercato di distorcere la storia della Chiesa, di calunniare la nostra Chiesa, e di far sì che la gente odi la nostra Chiesa». Un docente cristiano in una scuola professionale, Matthew Wang, ha confermato il contenuto del libro, spiegando che può cambiare da provincia a provincia.

L’obiettivo di una simile distorsione è far passare il messaggio che tutti devono obbedire alla legge in Cina, la quale è incarnata dal Partito comunista e dalle sue decisioni, e che anche i cattolici devono farlo, visto che persino Gesù si sottometteva ad essa. Kama, cattolico, spera che «le autorità della Chiesa si facciano sentire perché il libro venga corretto».

Il regime non è nuovo a interventi così clamorosi, nonostante sia in trattativa per rinnovare l’accordo sino-vaticano. L’anno scorso, ad esempio, l’Editrice per l’educazione del popolo aveva dato alle stampe un libro di testo per i bambini di quinta elementare, dove cancellava qualunque riferimento a Dio, alla Chiesa e a Cristo in capolavori come La piccola fiammiferaia La vita e le strane sorprendenti avventure di Robinson Crusoe. L’obiettivo (finora mai raggiunto, anzi) è eliminare Dio per evitare che il cristianesimo si diffonda e resti soltanto la fede nel comunismo guidato da Xi Jinping.

Fonte

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Gli USA cercano di spiegare al Vaticano che deve difendere i Cristiani Perseguitati dal regime comunista cinese e non rinnovare un accordo insensato con i tiranni di Pechino

Gli USA cercano di spiegare al Vaticano che deve difendere i Cristiani Perseguitati dal regime comunista cinese e non rinnovare un accordo insensato con i tiranni di Pechino

Mancano pochi giorni alla visita di Mike Pompeo in Vaticano, prevista per il 29 settembre, ma il Segretario di Stato americano ha già lanciato un avvertimento molto chiaro dalla prestigiosa rivista “First Things”.

Già nelle precedenti visite aveva spiegato al cardinale Parolin e a papa Bergoglio quanto era sbagliato l’accordo sottoscritto dalla Santa Sede col regime comunista di Pechino, perché danneggiava i cristiani cinesi e legittimava nel mondo una tirannia molto pericolosa (il Covid-19 è l’ennesimo esempio della sua perniciosità globale).

Ora quell’accordo provvisorio di due anni fa (rimasto peraltro segreto nei suoi contenuti) arriva a scadenza e il Vaticano è deciso a rinnovarlo nonostante il bilancio fallimentare di questi due anni.

Così il Segretario di Stato di Trump preme sul Vaticano perché si fermi e non rinnovi un così nefasto accordo. Su “First Things” spiega che, negli ultimi tempi, la situazione dei diritti umani in Cina è diventata ancora più grave soprattutto per i credenti.

Pompeo ricorda la recrudescenza della persecuzione contro i cristiani, come contro buddisti tibetani e devoti di Falun Gong; menziona la pesantissima repressione contro i musulmani dello Xinjiang, infine  denuncia la “campagna di ‘sinizzazione’ per subordinare Dio al Partito comunista promuovendo lo stesso Xi come una divinità ultramondana. Ora più che mai” scrive Pompeo “il popolo cinese ha bisogno della testimonianza morale e dell’autorità del Vaticano a sostegno dei credenti”.

Infatti due anni dopo l’accordo sino-vaticano, per i cristiani le persecuzioni sono addirittura peggiorate, mentre, afferma Pompeo, il Vaticano “ha legittimato” i vescovi nominati dal regime. Quale convenienza ha dunque la Chiesa a rinnovare l’accordo?

Il Vaticano peraltro sta pure perdendo la sua autorevolezza morale. Infatti durante la brutale repressione comunista a Hong Kong dei mesi scorsi, la Santa Sede non ha speso nemmeno una parola (nonostante gli appelli dei cristiani della città e del card. Zen). Eppure “le voci più importanti di Hong Kong in difesa della dignità umana e dei diritti umani” scrive Pompeo “sono spesso voci cattoliche”.

Il Segretario di Stato Usa ricorda l’appello, dell’anno scorso, di 22 paesi alle Nazioni Unite per denunciare la detenzione, da parte del regime comunista, di “oltre un milione di musulmani uiguri, kazaki e altre minoranze nei cosiddetti campi di ‘rieducazione’ nello Xinjiang”.

Inoltre cita l’Alleanza Interparlamentare, composta da rappresentanti delle democrazie di tutto il mondo, che “ha condannato le atrocità” perpetrate dal comunismo cinese.

Pompeo rivendica i meriti dell’amministrazione Trump in questo campo: “Il Dipartimento di Stato è una voce forte in difesa della libertà religiosa in Cina e nel mondo e ha preso provvedimenti contro chi commette abusi sui credenti. Continueremo a farlo”.

Ma il Segretario di Stato USA dice anche alla Santa Sede che essa soprattutto ha “la capacità e il dovere” di richiamare l’attenzione del mondo “sulle violazioni dei diritti umani, in particolare quelle perpetrate da regimi totalitari come la Cina”.

Pompeo ricorda Giovanni Paolo II: “alla fine del XX secolo, la forza della testimonianza morale della Chiesa ha contribuito a ispirare coloro che hanno liberato l’Europa centrale e orientale dal comunismo e coloro che hanno sfidato i regimi autocratici e autoritari dell’America Latina e dell’Asia orientale”.

Oggi “la stessa testimonianza morale dovrebbe esprimersi nei confronti del Partito Comunista Cinese”.

Infatti il Concilio Vaticano II e i papi hanno sempre “insegnato che la libertà religiosa è il primo dei diritti civili” e che “la solidarietà è uno dei quattro principi fondamentali della dottrina sociale cattolica”. Oggi questo insegnamento della Chiesa dovrebbe essere proclamato “di fronte agli sforzi incessanti del Pcc per piegare tutte le comunità religiose alla volontà del Partito e al suo programma totalitario”.

E’ una responsabilità che il Vaticano ha verso tutta l’umanità: “Se il Pcc riuscirà a mettere in ginocchio la Chiesa cattolica e altre comunità religiose” scrive Pompeo “i regimi che disprezzano i diritti umani saranno incoraggiati e il costo della resistenza alla tirannia aumenterà per tutti i coraggiosi credenti che onorano Dio al di sopra dell’autocrate del giorno”.

La conclusione di Pompeo è drammatica: “Prego che, nei rapporti con il Pcc, la Santa Sede e tutti coloro che credono… prestino ascolto alle parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: ‘La verità vi renderà liberi’“.

Anche 80 Ong per la difesa dei diritti umani in Cina hanno scritto al Papa chiedendogli di riflettere su quell’accordo. E’ una situazione di una gravità senza precedenti e segna una terribile svolta storica: nel confronto planetario sempre più aspro fra Occidente libero e Cina comunista, il Vaticano rischia di schierarsi di fatto con l’impero comunista, proprio mentre intensifica la repressione religiosa.

Così il Vaticano si separa dall’Occidente libero, ma soprattutto dai cristiani perseguitati.

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Antonio Socci

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Da “Libero”, 21 settembre 2020

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Gerusalemme!

Gerusalemme!

O Sion, dall’occidente e dall’oriente, da settentrione e da meridione, lontani e vicini, ti inviano il loro saluto. Ti saluta chi soffre per te di una nostalgia invincibile, il cui pianto è come la rugiada dell’Hermon che vorrebbe irrorare i tuoi monti.

Sono come uno sciacallo che piange il tuo dolore, ma se sogno di ritornare a te, sono come un’arpa che canta i tuoi carmi. La tua aria è la vita che l’anima respira, i tuoi grani di sabbia sono grani di mirra, i tuoi corsi d’acqua fiumi di miele.

Sion, tutta la bellezza, la grazia e l’amore sono riuniti in te: coloro che ardentemente ti amano sono a te congiunti. Esiliati, dispersi per pendii e monti, le greggi della tua moltitudine non dimenticano mai che tu sei il loro ovile, cercano le tue vie, salgono i sentieri che conducono alle tue palme.

Dio ti ha desiderato come sua residenza. Beato colui che è stato scelto per avvicinarsi a te e rimanere nella tua dimora! Beato, beato colui che attende e veglia e vedrà salire l’alba della tua luce! Beato colui sul quale sorgeranno le tue aurore, quando la tua antica giovinezza rifiorirà per la salvezza dei tuoi eletti e per la loro gioia!

(Juda Halevy, fine X sec – 1140)

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Roma: Giornata Europea della Cultura Ebraica (domenica 6 settembre 2020)

Roma: Giornata Europea della Cultura Ebraica (domenica 6 settembre 2020)

ASCER

Ore 10.00, 11.30, 16.00, 17.30

VISITE GUIDATE AI TESORI CONSERVATI NELL’ARCHIVIO STORICO

DELLA COMUNITÀ EBRAICA DI ROMA “GIANCARLO SPIZZICHINO”

a cura di Silvia Haia Antonucci (Responsabile dell’ASCER)

Ingresso contingentato. Prenotazione obbligatoriaarchivio.storico@romaebraica.it

Punto d’incontro: Lungotevere Cenci, angolo Largo Stefano Gaj Tachè (di fronte al Tempio Maggiore)

Si raccomanda la puntualità

PALAZZO DELLA CULTURA

Via del Portico d’Ottavia, 71

Ore 12.00

COMUNITA’ EBRAICA DI ROMA: PASSATO E PRESENTE

Gli ebrei di Roma, Serena Di Nepi

Gli ebrei sefarditi, Gabriella Yael Franzone

Gli ebrei ashkenaziti, Shalom Hazan

Gli ebrei libici, David Meghnagi

Modera: Paolo Conti

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Ore 17.45

VIAGGIO TRA I COGNOMI, I MESTIERI E IL DIALETTO GIUDAICO ROMANESCO

Con Claudio ProcacciaMicaela Procaccia

e la partecipazione straordinaria di Enrico Montesano

Ingresso libero fino ad esaurimento postiGECE Roma Programma 2020

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Bergoglio va alla guerra

Bergoglio va alla guerra

Condannando senza appello il sovranismo e accostandolo alla guerra e al nazismo, Papa Bergoglio ha fatto nell’agitato clima d’agosto una dichiarazione di guerra mondiale nel nome della pace e dei migranti. Non ha solo scomunicato Salvini e benedetto la santa alleanza tra grillini e pd, come molti hanno sottolineato, ma ha colpito tutti i sovranisti del mondo, da Trump a Putin, dal nazionalista indiano Modi al cattolico Orban e al brasiliano Bolsonaro che guida il paese cattolico più popoloso al mondo.

Non ricordo un’accusa politica così radicale ed esplicita da parte di un Papa, almeno negli ultimi settant’anni con un paragone così infamante col nazismo e la guerra. Per trovare un vago precedente bisogna risalire alla scomunica di Papa Pio XII, nell’estate del 1949, nei confronti dei comunisti. Ma il comunismo era un regime totalitario e ateo in atto, perseguitava i credenti e i dissidenti, soffocava nel sangue e nel gulag la libertà. Qui siamo a una scomunica a priori nei confronti di leader e movimenti popolari, democratici e liberamente eletti che non si sono macchiati di alcun crimine e non hanno fatto nessuna azione o dichiarazione ostile verso la fede, la Chiesa e i credenti. Scomunicandoli, Bergoglio si è lanciato in uno spericolato paragone tratto dalla propaganda corrente, tra il sovranismo di oggi e il nazismo e la guerra di ieri e di domani. Sarebbe come accusare di comunismo antioccidentale o di complicità col fanatismo islamico chiunque voglia far sbarcare i clandestini e imporne l’accoglienza. Un processo alle intenzioni senza fondamento.

Del resto quante guerre recenti sono state combattute nel nome della pace e del Bene contro le potenze del Male; quante guerre pacifiste, quanti stermini umanitari, quante bombe progressiste sganciate sulle popolazioni, quante invasioni a fin di bene, quanti maltrattamenti e respingimenti democratici di immigrati clandestini. Fu il democratico e pacifista Kennedy a far la guerra in Vietnam e a sfiorare la guerra a Cuba con l’Urss; toccò al “cattivo conservatore” Nixon chiudere la sciagurata guerra in Vietnam e dialogare col comunismo cinese.

Con la sua dichiarazione di guerra ai sovranisti, Bergoglio ha compiuto tre atti ostili in uno: ha offeso i cattolici che liberamente votano per i “sovranisti” riducendoli a potenziali seguaci di Hitler e nemici dell’umanità e della cristianità, erigendo così un muro d’odio e disprezzo nei loro confronti; proprio lui che dice di voler abbattere tutti i muri ne ha eretto uno gigantesco, insormontabile. Ha poi schiacciato la Chiesa su un versante politico a fianco di movimenti, governi e organi laicisti, atei, massonici, di sinistra radicale o all’opposto filo-islamici, comunque avversi alla cristianità e ai suoi valori, alla civiltà cattolica e alla famiglia cristiana. E si è schierato con l’Europa anticristiana degli eurocrati, con l’establishment laicista e col peggior capitalismo finanziario, contraddicendo anche il suo populismo cristiano-terzomondista. Peraltro Bergoglio deve ancora raccontarci che rapporti ebbe con la dittatura argentina quando era influente prelato in patria.

I catto-bergogliani sono insorti con livore e disprezzo (ma sempre in nome della carità) contro chi muove queste obiezioni al Papa, accusandoli d’insolenza. E’ ridicolo che questi cattolici progressisti ricorrano al dogma dell’infallibilità del papa e si trincerino dietro quel principio di autorità che hanno calpestato fino a ieri, diciamo fino a che era Papa Ratzinger.
Il problema è opposto: non è chi critica le dichiarazioni politiche di Bergoglio a mettersi al di sopra del Papa, ma è Bergoglio a scendere al di sotto del suo ruolo di Papa, fino a usare strumenti della propaganda politico-mediatica di sinistra che accusa di nazismo chiunque non la pensi come loro. Un vero Pontefice dovrebbe innalzare ponti e non steccati, dovrebbe porsi al di sopra delle parti e delle ideologie, esortare a trovare un punto di sintesi, sforzandosi di salvare un nucleo di verità in ciascuna delle parti in campo.

Per i catto-bergogliani la verità del Vangelo e della cristianità non è quella trasmessa da duemila anni di tradizione cristiana, di fede, dottrina, esempio di santi e teologi, di papi e martiri. Ma è solo nella lettura che ne fa ora Bergoglio in un volo pindarico dal cristianesimo delle origini al Concilio Vaticano II, con un breve scalo francescano. Il resto è cancellato.
È puerile e riduttiva questa rappresentazione manichea del Bene e del Male. I mali di cui è infestata la società sono molteplici, evidenti e remoti dal sovranismo: la droga e la criminalità derivata, il terrorismo e il fanatismo, la persecuzione dei cristiani nel mondo, la delinquenza diffusa e il traffico di bambini, di uteri, di organi, di donne, di migranti, solo per citarne alcuni. Mali rispetto a cui il sovranismo è considerato da molti come argine e antidoto. Elevando il sovranismo a male sovrano dell’epoca, passano in sordina questi mali globali, coi loro agenti e alleati.

In un mondo dominato dall’ateismo e minacciato dall’islamismo, Bergoglio addita come nemico principale il sovranismo e come suo gesto di massimo sfregio l’esibizione del rosario. Intanto la civiltà cristiana e la fede cristiana vengono cancellate dalla vita pubblica e privata, le chiese, i fedeli e le vocazioni sono in caduta libera, il senso religioso sparisce nell’orizzonte della gente; ma quel che conta è la mobilitazione umanitaria pro-migranti e resistenza contro un presunto pericolo nazista. E intanto i cattolici praticanti in Europa, una volta esclusi i sovranisti, si riducono all’otto per mille della popolazione…

Da Marcello Veneziani

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L’estate delle stelle cadenti.

L’estate delle stelle cadenti.

Ci sarebbero tutti gli ingredienti della solita estate italiana: gli amorazzi da rotocalco, il tragico giallo dell’estate, il caldo e ora le stelle cadenti di S. Lorenzo. Solo che l’estate 2020 è diversa, è vuota di turisti stranieri e piena di problemi e di ansie.

Le stelle cadenti non sono solo quelle di san Lorenzo. Nel mondo, come in Italia, è una vera pioggia di stelle, preannuncio di un autunno catastrofico.

Sembrano cadenti perfino le stelle della bandiera americana nella campagna presidenziale più drammatica della storia recente, fra i danni umani ed economici del Covid e la piazza sobillata da chi vuole alimentare l’incendio; con il presidente Trump che si scambia con gli avversari addirittura l’accusa di voler mettere in discussione il sistema democratico.

Stella cadente è pure quella della bandiera della Cina comunista, isolata dal Covid, dallo scontro commerciale e politico con gli Stati Uniti e per la sua “occupazione” illiberale di Hong Kong. Ma isolata anche dalla cintura di sicurezza marittima che India, Australia e Giappone le stanno stringendo attorno con l’aiuto degli Usa.

Stelle cadenti poi sono quelle della bandiera Ue che ha perso una stella di primissima grandezza (economica e politica) come il Regno Unito e che ha rattoppato provvisoriamente il crollo economico dovuto al Covid, ma non usando la Bce, bensì con il bilancio dell’Unione per tenere sotto tiro l’Italia e impedirle di andarsene. Cosicché ora è stata innescata la bomba a orologeria dei debiti pubblici e, non avendo tolto di mezzo il “Fiscal compact”, a breve si riproporranno tragici scenari greci: anzitutto per l’Italia.

La stella per noi più importante, quella che viene rappresentata nel simbolo ufficiale della Repubblica italiana, è anche la più cadente. Già ultima nella graduatoria delle economie europee in questi vent’anni di euro, che ci ha stremato, l’Italia ha pagato e paga anche la crisi del Covid più pesantemente degli altri, sia in vite umane, sia in costi economici.

Sebbene Giuseppe Conte si sia molto affidato allo “stellone” portafortuna (e, in effetti, come premier appare più fortunato che capace) il suo governo e la sua leadership sono in caduta libera su tutti i fronti.

Il presidente del Consiglio è alle prese con la grana dei verbali del Cts, che rimettono in discussione la sua controversa gestione dell’emergenza; è alle prese con la pessima gestione dei migranti che s’intreccia con i rischi del Covid; è alle prese con i mal di pancia del Pd (che vanno dal desiderato rimpasto ministeriale, con ridimensionamento del premier, al problema del referendum sul taglio dei parlamentari); è alle prese con il problema del Mes e con le divisioni dei Cinquestelle, che sono le stelle più cadenti di tutte, unite solo dalla ferrea volontà di tenersi stretto il mandato parlamentare.

Infine Conte ha sulla testa la spada di Damocle delle elezioni regionali che, con un ennesimo successo del centrodestra, potrebbero decretare la fine del suo esecutivo. In effetti, in tutta questa nebbiosa incertezza, la sola cosa salutare, capace di purificare l’aria dai miasmi e ridare una guida vigorosa al Paese, sarebbe il voto. Ma faranno di tutto per evitarlo perché professano la religione del potere e della poltrona.

Allora resta il voto parziale delle regionali che sarà anche un referendum per dare all’Italia un governo davvero rappresentativo del Paese, un governo più efficace e capace di visione.

Ce n’è un bisogno estremo per risollevarsi dal baratro in cui siamo precipitati prima con l’euro e poi con il Covid. Anche perché proprio il Covid ha avviato la deglobalizzazione che contiene una chance: il ritorno a casa delle imprese prima delocalizzate.

Un gruppo di economisti ha valutato che negli ultimi tempi sono già 175 le decisioni di “reshoring” relative all’Italia (sono 163 in Francia, 120 nel Regno Unito, 93 in Germania e 58 in Spagna).

Ma cosa trovano qua le aziende che tornano? Se resta l’Italia della Sinistra, con la pressione fiscale soffocante, la burocrazia paralizzante, le infrastrutture fatiscenti e l’inefficienza giudiziaria sarà una catastrofe. Andiamo definitivamente dalle stelle alle stalle.

Non può essere questo governo a preparare il terreno per un nuovo “miracolo economico”.

Antonio Socci

Da “Libero”, 10 agosto 2020

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Governo e mondo Clericale cancellano Dio (perfino nei Documenti Vaticani) col pretesto del Covid.

Governo e mondo Clericale cancellano Dio (perfino nei Documenti Vaticani) col pretesto del Covid.

C’è una vittima illustre del Covid, la più illustre, eppure è passata inosservata: Dio. Non poteva esser “fatto fuori” dal Covid, ma è stato cancellato dagli uomini a motivo (o con il pretesto) del Covid. Non si tratta solo di ciò che è avvenuto nei mesi del lockdown – una sorta di blackout della Chiesa – che è stato clamoroso e non ha precedenti in duemila anni di storia.

La cancellazione di Dio è stata anche più radicale. Fa discutere in questi giorni la “Pontificia Accademia per la vita”, al cui vertice papa Bergoglio ha voluto mons. Vincenzo Paglia, della Comunità di S. Egidio.

L’Accademia ha appena emanato un documento dal titolo altisonante, “L’Humana communitas nell’era della pandemia: riflessioni inattuali sulla rinascita della vita”. Un testo di 29.128 caratteri dove non si trovano mai (proprio mai) le parole Dio, Gesù Cristo, fede e religione. C’è cinque volte la parola “salute”, ma non c’è mai la parola “salvezza”.

Come ha rilevato Stefano Fontana“non dice niente di cattolico, vale a dire di ispirato alla Rivelazione di Nostro Signore. In tutto il documento non si fa mai alcun riferimento né esplicito né implicito a Dio”.

Eliminato Dio da questa riflessione clericale sul Covid, è però impossibile eliminarlo dalla vita degli uomini, perché lascia un vuoto infinito. Allora il rischio è che lo si sostituisca con la Natura (scritta rigorosamente con la N maiuscola come si addice alla divinità). E’ un po’ la nuova religione ecologista che ha Greta Thunberg come profetessa.

Lo fa pensare un recente intervento di due cardinali molto importanti in questo pontificato, Walter Kasper e Francesco Coccopalmerio.

I due prelati, nella prefazione al libro “Una nuova innocenza” scrivono che “la pandemia ha voluto essere una sorta di immenso campanello di allarme per ricordarci, in sostanza, che il mondo è gravemente malato e che così non può durare; e che, se non cambiamo atteggiamento e visione, altri e più catastrofici cataclismi si abbatteranno su di noi sotto la regia di una Natura sconvolta in primo luogo dal cambiamento climatico. Perché l’origine prima del contagio universale del Covid-19 sta proprio nell’attacco alla Natura”.

Anche “Avvenire” pubblica il testo ribadendo che “la prima origine del contagio universale del Covid-19 sta nell’attacco alla Madre Terra”. E’ assurdo. Tutti sanno che le epidemie ci sono sempre state, dall’età della pietra, e anzi erano molto più virulente proprio perché l’uomo era totalmente in balia della natura, la quale non è affatto idilliaca, ma spietata.

E’ proprio grazie all’aumento del potere umano sulla natura, tramite la scienza e la tecnologia, che le pandemie sono state in gran parte sconfitte. Il Covid-19 non c’entra nulla con “l’attacco alla Natura” da parte dell’uomo, tanto meno col cambiamento climatico (fra l’altro il virus sembra essere indebolito proprio dalle alte temperature).

A meno che non si voglia dire che il virus è stato fabbricato dall’uomo, ovvero dai cinesi nel laboratorio di Wuhan, come ipotizza il professor Joseph Tritto nel libro “Cina-Covid19”, ma questa non è certo la posizione del Vaticano che con la Cina va d’amore e d’accordo e mai direbbe una cosa simile.

Se dunque il Covid-19 è “naturale” che colpa ha l’uomo? E perché dovrebbe essere punito?  Il pensiero implicito di questi ecclesiastici “progressisti” è la vecchia idea di un “dio vendicativo” che torna con un nome diverso: la Natura. La quale punisce l’uomo per i suoi presunti peccati contro la Natura stessa.

I due cardinali sostengono di riflettere la visione di papa Bergoglio espressa nel titolo della “Stampa” del 22 aprile scorso, che ha così riassunto il suo discorso sul dramma del coronavirus: “Il Papa: abbiamo peccato contro la terra, la natura non perdona”.

Se dunque, nel pensiero ecclesiastico, c’è il rischio di sostituire Dio con la Natura, la concreta cancellazione di Dio dalla vita del popolo, nei mesi del lockdown, è un fatto. Proprio nei giorni in cui si poteva pensare che gli uomini avessero più bisogno di Lui, il governo e gli uomini di Chiesa hanno concordato la cancellazione delle messe e di tutti i riti religiosi per il popolo che è stato privato di tutti i sacramenti (perfino quello dei morenti).

Una cosa mai accaduta nella storia cristiana, perché finora per la Chiesa – come proclama il Codice di diritto canonico – “salus animarum suprema lex”, cioè: la salvezza delle anime è (sempre stata) la legge suprema.

Adesso sembra che alla salvezza dell’anima si sia sostituita la salute del corpo come valore supremo, cosicché si può rinunciare a Dio e ai sacramenti che non sono beni essenziali, anzi – è stato detto – rischiano di essere addirittura pericolosi perché andare in chiesa, confessarsi o ricevere la comunione, poteva (può) mettere a rischio la salute. Una nuova prospettiva del tutto immanentista.

Si poteva salvaguardare la salute senza veicolare il messaggio per cui, nei momenti più drammatici, è bene fare a meno di Dio e pensare solo alla salute del corpo affidandosi alla scienza e al governo? Certo che si poteva. Come si poteva e si doveva fare un lockdown diverso, nei tempi e nei modi, un lockdown che non annientasse tutte le attività umane, da quelle economiche a quelle spirituali.

Una delle conseguenze, per la Chiesa, è oggi la scarsa affluenza alle messe che sono riprese – diversamente dall’attività delle discoteche – con forti limitazioni di presenza. I fedeli si chiedono cosa fare di una Chiesa che parla come il ministero della sanità.

E nel mondo clericale fa scandalo Gesù Cristo che, pur essendo il più grande guaritore dei corpi, afferma che il bene supremo è la salvezza dell’anima e la vita eterna: “chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e del Vangelo, la salverà… che giova all’uomo conquistare il mondo intero se poi perde la sua anima?” (Mc 8, 35-36). E il Salmo 62 recita: “la Tua grazia vale più della vita”.

Sembra che nel mondo clericale non circoli molta speranza cristiana, ma ci si affidi semmai a Speranza, il ministro della sanità. Auguri.

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Antonio Socci

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Da “Libero”, 9 agosto 2020

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IN NOME DI DIO ANDATEVENE!

IN NOME DI DIO ANDATEVENE!

Così terminava il discorso di Oliver Cromwell all camera dei comuni il 20 aprile 1653: “In nome di Dio andatevene!”

Un discorso disperato e di fuoco contro la classe dirigente inglese

dell’epoca, corrotta ed incapace.

Suona molto attuale vero?

Lasciai l’Italia 10 anni fa, portandola, e la porterò sempre nel cuore, ma non la capirò mai.

Nessun paese al mondo è stato così tante volte, stuprato, vassallo, schiavo e invaso da chiunque. Qualcosa non va.

L’80 % di tutti i capolavori artistici del pianeta si trova in italia, la moda, la classe e l’eleganza sono nate in italia.

La cultura, le chiese medioevali, i paesi di qualsiasi regione, le coste, i monumenti, il clima e gli spaghetti con le telline di Peppe ‘o mare: tutto in italia e meraviglioso. Non poteva essere perfetto. Ovvio.

Italia che dal giorno della nascita della repubblica ha avuto classi dominanti sempre peggiori, sino ad arrivare al top, quella odierna.

Non eletta (lo so che il governo non viene eletto e che il presidente della Repubblica etc etc, ma manca il consenso popolare, e da anni gli italiani, l’unico voto che possono esprimere è quello del vincitore di Sanremo, anche in questo caso, qualche dubbio è legittimo, visto che, il vincitore (bravissimo) di due anni fa, di italiano non aveva nemmeno il soprannome, ma l’accoglienza è un dovere (Wink-wink).

“Andatevene in nome di Dio!”

Le ultime trovate del governo?

Monopattino elettrico, costato 200 milioni di euro, quando ci sono società internazionali (Limes e Wind) che hanno riempito il pianeta di monopattini elettrici che l’utente affitta a pochi centesimi l’ora ma che nessun paese al mondo ha comprato. Sono gratis, perché pagarli? Gratis, gratis, gratis.

Il monopattino può andare bene in Svizzera e a San Marino-forse-con distanze ridotte e strade perfette, ma un impiegato del tiburtino che ogni mattina deve farsi 10 Km di tangenziale, che ci fa col monopattino?

Ma anche nel centro di Roma, con buche grandi come voragini, che ci farete coi monopattini? Monopattini pagati per giunta: pagati Gesù ! Pagati.

E poi, dopo aver studiato per secoli sui bei banchi di scuola in legno Made in Italia, scopriamo di averne bisogno di nuovi, con le rotelle? Tipo autoscontro, senza lo spazio per un dizionario, senza considerare che i vecchi banchi andavano benissimo e che questa spesa poteva e doveva essere evitata?

Questi banchi costeranno 300 euro l’uno ma su internet si trovano identici, I D E N T I C I! A 34 euro, comprandone un pezzo alla volta, figuriamoci tre milioni di pezzi. Ma poi, i test non si fanno più?

Se proprio questi banchi avessero salvato il paese da una guerra civile, dall’ invasione delle cavallette, dalla pizza Margherita con L’ananas, dai terremoti, dai programmi di Jerry Scotti e ovviamente dai rigurgiti neofascisti, non si poteva iniziare con un test di 50 pezzi, per esempio all’istituto della beata vergine affranta e addoloratissima di Frattamaggiore? (provincia di Caserta). No! 3 milioni di pezzi, e subito eh, che abbiamo troppi soldi da spendere e poi siamo eco-solidali, eco-sostenibili, climatici e asmatici, mica stupidi, noi ci ispiriamo alla dottrina, al verbo della 16 enne Greta, che non ha finito il liceo ma tiene conferenze nelle università.

Ora al posto dei banchi di legno avremo tre milioni di banchi di plastica molto ecologici, vegani e democratici

Anzi si chiameranno banche per non discriminare le donne e avranno inciso qualche verso del profeta per far sentire bene accolti tutti.

Ma, scusate, i vecchi banchi, da chi e come saranno rottamati? Tre milioni di banchi vecchi formano una montagna di legno e ferro alta quanto il monte bianco: era necessario?

Ma poi, questo governo fantastico che assume task force da 500 super esperti pagati 800 euro al giorno, non poteva almeno, prima di comprare sti banchi, dare una sfogliata al primo sito internet? No, l’Italia invece della prosperità economica e del boom del benessere li paga solo 300 euro anziché 34. Eh aspetta ma quelli sono banchi cinesi… Vero, dalla Cina importiamo mascherine non omologate che dovrebbero salvarci la vita ma per i sederini e le puzzette dei nostri figli vogliamo il top dei top. Io però ho vissuto e lavorato in Cina per anni. Per un ordine di tre milioni di pezzi, i banchi li avrebbero fatti in oro zecchino e con un diffusore di raggi Xenon adsl quantici, in grado di proteggere i bambini anche dalle guerre nucleari e li avreste pagati 17 euro.

“Andatevene in nome di Dio!”

Italia che ha gestito bene la crisi Vairus, solo 35.000 morti. La guerra in Vietnam vide 4 eserciti in conflitto per 25 anni e vi morirono 50.000 americani. Il vostro fantastico governo ha fatto poche migliaia di morti in meno del Vietnam ma è stato molto più efficiente: 35.000 morti in sei mesi, gli americani, ripeto, 50.000 morti in 25 anni, con quattro eserciti in gioco, ma l’Italia ha l’esercito di incompetenti più potente al mondo e questo tipo di guerre le vince sempre.

L’Italia delle 15 auto blu per il vostro primo ministro, così importante che Trump non ne ricorda il cognome. 15 auto blu, più scorte di motociclisti, furgoni blindati e quanto altro; qui in Israele, Benjamin Netanyahu, il primo ministro a più alto rischio di attentati dell’intero pianeta, ha solo due auto di scorta, DUE SOLTANTO, e vogliamo togliergli pure quelle.

“Fermatevi in nome di Dio!”

Fermatevi dal continuare a distruggere il paese, dalle multe di 500 euro per chi non fa lo scontrino sulla tazzina di caffè, dalle leggi sulle aziende, scritte da chi lavorato non ha mai.

Fermatevi con i ministri dalla lacrima facile e con la terza media.

“Fermatevi in nome di Dio!”

Dalle umiliazioni che infliggete al popolo “subalterno”, si perché è così che lo chiamate. Fermatevi dall’umiliare chi le leggi da voi scritte le rispetta, ma voi no.

(Va bene, la Boschi è un bel pezzo di tronco di gallina e le si perdona tutto, agli altri no, sopratutto al papà birichino).

Farsi fotografare in barca, appiccicati e senza mascherina, fa molto “volemmose bbene”, ma è contro la legge che voi avete scritto.

Andate a casa, in nome di Dio e annullate l’ordine dei banchi.

di Josef Jossy Jonas

Tratto da Facebook

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Grillo hai ragione, non vi meritiamo.

Grillo hai ragione, non vi meritiamo.

Caro Grillo, hai ragione a dire alla tua sindaca, Morticia Raggi, che i romani non se la meritano. È troppo per loro. Romani carogne tornate nelle fogne, anziché costringere le fogne, come è accaduto con la Raggi, ad andare da loro, topi inclusi.

Hai tanta ragione a dirlo che estenderei la tua saggia osservazione all’Italia intera e al Movimento intero: è vero, noi italiani non ci meritiamo i grillini al potere. Non ci meritiamo Conte e non ci meritiamo Casalino, non ci meritiamo Di Maio e non ci meritiamo Crimi, non ci meritiamo Bonafede e non ci meritiamo Toninelli e lo sciame grillino nelle istituzioni. Ma soprattutto non ci meritiamo te, BeppeGrillo. Sei troppo per noi. Siamo – è vero – un popolo istrione, gigione, con tendenza alla buffoneria, ma un Guitto di mestiere alla guida occulta della Repubblica, come presidente-ombra o regista del potere, non ce lo meritavamo. Troppa grazia.

È curioso che tu, proprio tu che sei stato così generosamente beneficiato, adotti ora l’argomento tipico di chi detesta i responsi elettorali: se un sindaco o un governante non funziona per una città o per un popolo, allora bisogna cambiare i cittadini o i popoli, non certo il sindaco o chi governa. Lo diceva Bertolt Brecht, lo pensi pure tu.

E quando i grillini si scopriranno quarto partito italiano si trincereranno in questa posizione aristocratica da marchese del grillo: gli italiani non ci meritano. Si che non vi meritiamo, che abbiamo fatto così di male per meritarvi? Non bastava già meritarsi quella sottospecie di sinistra, quella specie di destra, quella sottospecie di progressisti, quella specie di moderati, abbiamo compiuto crimini così gravi da meritarci addirittura pure voi, i grillini? Avevamo già il dramma di una classe dirigente che rispecchiava il popolo italiano con tutti i suoi vizi e i suoi limiti; ora siamo riusciti ad avere una classe dirigente perfino peggiore della plebe nazionale, della media italiana, anche nell’istruzione media.

A volte, quando vi vedo insieme nelle ricostruzioni dei media, ho l’impressione che siete un po’ come il remake nostrano degli Addams. Oltre Morticia Raggi, c’è lui, Gomez Addams, col fazzoletto nel taschino e il ciuffo vanesio. Alle sue spalle c’è l’inquietante maggiordomo, Lurch Casalino. C’è il piccolo degli Addams, Di Maio, c’è Ofelia Bonafede e Mercoledì Azzolina. Tu sei lo zio Drago, meglio noto come Zio Festen. E Casaleggio è Mano, la mano inquietante a cui non corrisponde un volto che muove la piattaforma Addams. Avete portato sicuramente un’altra aria nelle istituzioni, nella politica, nello stile, eravamo abituati a pessimi standard ma siete riusciti a stracciarli tutti, a fare peggio di tutti i peggiori predecessori, con un danno di sostanza e d’immagine che non ha precedenti. Dopo di voi al governo ci possono andare solo i Pokemon, una volta usciti dalla logica anche qui infima degli umani.

Per tentare un’analisi culturale, ma senza discostarsi dal genere grottesco, si potrebbe dire che la vostra ideologia, la vostra fenomenologia, anzi il vostro fenotipo, si riassume in una figura: il Superometto di massa. Vi spiego i precedenti per capirci. Il Superuomo, come non sapete, fu il sogno di Friedrich Nietzsche; l’uomo superiore avrebbe dato senso della terra, dopo la morte di Dio e si sarebbe contrapposto all’ultimo uomo. Qualcuno legge il Superuomo come l’Oltreuomo e non come Superman: cioè un essere che sa andare oltre l’umano senza per questo essere malato di titanismo e avere poteri speciali.

Il vostro avvento al potere segna invece il trionfo di una nuova specie transumana, l’ultimo uomo con pretese da superuomo, l’uomo della strada e dell’autostrada, il leone da tastiera, l’Ignorante Universale, l’Incapace per definizione, inesperto di tutto, che andando al potere, viene preso dal delirio d’onnipotenza. Siamo gente comune, come voi, ma al potere diventiamo speciali.

Il superometto abolisce la povertà, bonifica lo Stato, punisce il Drago cattivo Benetton, guida governi che ci invidiano, ci copiano e ci elogiano in tutto il mondo – come indossiamo noi la pandemia non l’indossa nessuno – siamo i migliori del pianeta, cinesi e americani fanno a botte per fidanzarsi con noi (ecco la vera causa del loro conflitto). Ci sono narratori cinque stelle – c’è un fregno buffo che si chiama Perilli se non sbaglio, tanto per citare un campioncino tra tanti – che raccontano agli italiani i miracoli e le meraviglie dei grillini. Avete visto come abbiamo liquidato Benetton? Ammazza, che liquidazione… Insomma rappresentavano i laqualunque, ora sono i fenomeni. Come chiamare questa trasmutazione se non l’avvento del superometto di massa? Al superuomo di massa si dedicò Umberto Eco e sarebbe stato divertente vederlo ora alle prese con un governo grillosinistro e vedere come lo avrebbe giustificato per salvarci dall’Ur-Fascismo. Siamo a una beffa della storia, al superometto di massa, la cui ideologia online è il superomettismo.

Prendete Di Maio che sembra uno di quegli ominarelli piovuti dal cielo come nei quadri di Magritte, gli manca solo la bombetta: lui è la rappresentazione plastica del superometto di massa. Ma meglio di lui è l’avvocaticchio che fa lo statista, il superometto perfetto che sentendosi super chiede poteri speciali. E l’avvento del superomo al potere e in tv, ora che la legge dichiarerà reato nominare invano gay e trans, non è la trans-azione che unisce i quaquaracquà della sinistra e i superometti grillini? Noi umani e romani avevamo solo i Cesari, i Papi, i santi e gli artisti, non ci meritiamo i superometti grillini e le superdonnette coi Raggi laser per distruggere Roma.

di Marcello Veneziani

Tratto da La Verità 18 luglio 2020

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