SION

SION

Gerusalemme: Torre di Davide


O Sion, dall’occidente e dall’oriente, da settentrione e da meridione, lontani e vicini, ti inviano il loro saluto.
 

Ti saluta chi soffre per te di una nostalgia invincibile, il cui pianto è come la rugiada dell’Hermon che vorrebbe irrorare i tuoi monti. Sono come uno sciacallo che piange il tuo dolore, ma se sogno di ritornare a te, sono come un’arpa che canta i tuoi carmi…

La tua aria è la vita che l’anima respira, i tuoi grani di sabbia sono grani di mirra, i tuoi corsi d’acqua fiumi di miele.
 

Sion, tutta la bellezza, la grazia e l’amore sono riuniti in te;coloro che ardentemente ti amano sono a te congiunti.
 

Esiliati, dispersi per pendii e monti le greggi della tua moltitudine non dimenticano mai che tu sei il loro ovile, cercano le tue vie, salgono i sentieri che conducono alle tue palme.

Dio ti ha desiderato come sua residenza.


Beato colui che è stato scelto per avvicinarsi a te e rimanere nella tua dimora!
Beato, beato colui che attende e veglia e vedrà salire l’alba della tua luce!

Beato colui sul quale sorgeranno le tue aurore, quando la tua antica giovinezza rifiorirà per la salvezza dei tuoi eletti e per la loro gioia!
 

(Juda Halevy, fine XI sec. – 1140)


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