ANNIE CAGIATI

ANNIE CAGIATI

18 aprile 1993: Stelle gialle in Piazza San Pietro – Annie Cagiati

Un ricordo indelebile nell’ambito del dialogo ebraico-cristiano

A quattordici anni dalla sua scomparsa, “Per amore di Gerusalemme” ricorda con grande affetto e riconoscenza Annie Cagiati, una donna eccezionale che ha dedicato tutte le sue energie, fisiche e spirituali, alla causa della verità. Convinta sostenitrice del dialogo ebraico-cristiano, Annie ha avuto un ruolo decisivo nella nascita dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Roma, trent’anni fa.

Nel 1990, nell’intento di ristabilire la verità storico-religiosa sull’Ebraismo, in linea con quanto insegnato – a partire dal Concilio Vaticano II – dalla Chiesa Cattolica e dalle altre Chiese Cristiane, Annie fonda il Comitato italiano “Cristiani contro l’antisemitismo” e ne assume la presidenza. Il Comitato è formato da sacerdoti, religiosi e laici, tutti coscienti del fatto che due millenni di pregiudizi antiebraici hanno inquinato a tal punto le fonti della nostra cultura, sia cristiana che laica, da rendere lunga e difficile l’opera di riaffermazione della verità.

Di salute cagionevole, Annie Cagiati ha affrontato con spirito combattivo molte opposizioni, chiusure e ostilità – anche in ambito religioso e politico – senza mai perdere di vista lo scopo principale della sua vita di credente: ristabilire la verità su Israele e sull’ebraismo; combattere e denunciare ogni forma di antisemitismo e antisionismo. “Sempre più cosciente – scrive – delle enormi colpe “cristiane” e della necessità di ristabilire la verità in un campo in cui era stata troppo a lungo travisata e taciuta, con gravissimo danno di un intero popolo. Il popolo di Gesù”.

Scrittrice prolifica, pubblica numerosi libri, articoli e fogli informativi riguardanti il popolo ebraico, la sua storia e la sua unicità.
Nel 1992, dieci anni dopo l’attentato alla Sinagoga di Roma e la morte del piccolo Stefano Tachè, si registrò un’improvvisa esplosione di antisemitismo che Annie così commenta: “Non succede nulla di cui ci si debba meravigliare. Respiriamo continuamente antisemitismo a pieni polmoni senza reagire. Come potremmo non esserne contaminati? Si comincia a scuola, con libri di testo pieni di madornali errori sull’ebraismo e sullo Stato d’Israele. Si continua in parrocchia con una catechesi spesso poco conciliare e raramente rispettosa della realtà ebraica e del vero insegnamento della Chiesa. Poi viene l’età dei più disgustosi e triti slogan antisemiti, di cui si riempie la bocca chi è incapace di ragionare con la propria testa, suscitando ilarità e persino consenso. A questo punto il terreno, arato e concimato, è pronto a ricevere i semi di odio di un’abile quanto faziosa propaganda estremista. E’ solo la realtà di ieri e dell’altro ieri che viene un po’ più a galla. E sarà di domani se qualcosa non cambierà radicalmente nella nostra cultura e nel nostro cuore”.

Il 18 aprile 1993, a 50 anni dall’inizio della deportazione degli ebrei italiani, mentre l’ebraismo mondiale faceva memoria della Shoah (Yom-ha-Shoah), in numerose città italiane si sono svolte manifestazioni in cui tutti i partecipanti portavano sul petto una stella di David gialla, con scritto: “Io non dimentico”. A Roma, l’ incontro è stato promosso dal Comitato Italiano Cristiani contro l’ antisemitismo (Presidente: Annie Cagiati), dalla Tavola Valdese e dalle Religioni per la pace.

Un gran numero di cristiani ed ebrei – tra cui molti rabbini – preti e suore, si sono riuniti in Piazza San Pietro dove il Santo Padre, Giovanni Paolo II, ha espresso tutto il suo affetto e la sua solidarietà verso i figli d’Israele, con queste toccanti parole: “I giorni della Shoah hanno segnato una vera notte nella storia, registrando crimini inauditi contro Dio e contro l’uomo. Giorni di disprezzo per la persona umana, manifestati nell’orrore delle sofferenze sopportate da tanti dei nostri fratelli e sorelle ebrei. Eventi terribili, ormai lontani nel tempo, ma scolpiti nella mente di molti tra noi. Come non essere accanto a voi, amati fratelli ebrei, per ricordare nella preghiera e nella meditazione un così doloroso anniversario? Siatene certi, non sostenete da soli la pena di questo ricordo, noi preghiamo e vegliamo con voi, sotto lo sguardo di Dio, santo e giusto, ricco di misericordia e di perdono”. Il Papa ha concluso dicendo: “Quel mare di sofferenze terribili e di torti sopportati devono, oggi, unirci per poter affrontare i nuovi mali che oggi minacciano l’umanità: l’indifferenza, il pregiudizio e le manifestazioni di antisemitismo”.

Alla sua morte, avvenuta il 15 febbraio 1999, l’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede, dott. LOPEZ, scrive: ”Persona di cultura e di forti principi, Annie Cagiati ha saputo levare la voce con forza contro l’ingiustizia e la menzogna. Personalità dal coraggio singolare e dai più alti valori spirituali”.

Dandole l’estremo saluto cristiano, padre Innocenzo Gargano, della Comunità Monastica di Camaldoli, ha definito Annie: una figura preminente del dialogo ebraico – cristiano.

A quanti, come noi, l’hanno conosciuta, amata e stimata per il suo impegno morale e la totale dedizione alla causa della verità, resta il compito di non dimenticarla. 

                La sua memoria sarà sempre in benedizione! 

Vittoria Scanu – Per Amore di Gerusalemme

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