Quel lume alla finestra

Quel lume alla finestra

La festa di Chanukkà 


Il 25 di Kislèv cade la festa di Chanukkà (Inaugurazione) che dura otto giorni. Si chiama anche Chàg Haneròth (festa dei lumi), Chàg Haurìm (festa delle luci) e Chàg Hamakkabìm (festa dei Maccabei).

Quando Giuda, figlio del sacerdote Mattatia e soprannominato Maccabeo, dalle iniziali delle parole della frase: “Mi Kamòkha Baelìm Adon-i?” (Chi è pari a Te, o Signore?) entrò nel Tempio di Gerusalemme, a capo dei suoi valorosi seguaci, sapeva bene quale fosse il suo primo compito: riconsacrare il Santuario al Signore e abbattere gli idoli, fatti installare dal re di Siria Antioco IV Epifane, persecutore del culto israelitico, sotto il cui governo era caduta Èretz Israèl (la Terra d’Israele).

Antioco, infatti, voleva che gli ebrei abolissero completamente l’osservanza della Torà e seguissero la religione e la cultura greca, secondo le quali egli stesso era cresciuto. Molti ebrei morirono piuttosto che tradire la loro fede. Ma col passare del tempo, gli animi erano giunti all’esasperazione e quando il vecchio Mattatia, appoggiato dai suoi figli, diede il segno della rivolta, molti non indugiarono a seguirlo.

Le forze di Israele, sotto il comando di Giuda Maccabeo, riuscirono finalmente ad affrontare e sopraffare il nemico, entrando a Gerusalemme. Il Talmùd racconta che quando gli Asmonei riconsacrarono il Tempio, trovarono una piccola ampolla di olio puro, col sigillo del Sommo Sacerdote. L’olio poteva bastare per un solo giorno, ma avvenne un grande miracolo: Nes gadòl hayà pò e l’olio bruciò per otto giorni, diffondendo una bellissima luce e dando così la possibilità ai Sacerdoti di prepararne dell’altro nuovo. Allora fu proclamato che il 25 Kislèv si festeggiasse l’avvenimento, per tutti i tempi. Ancora oggi si accendono i lumi per otto sere, in ricordo non solo del miracolo dell’olio, ma soprattutto del miracolo che pochi ebrei, con l’aiuto del Signore, riuscirono a sconfiggere l’esercito potente dei siriani.

Durante l’accensione dei lumi di Chanukkà si recita il seguente brano:  

“Noi accendiamo questi lumi in ricordo dei miracoli e della liberazione e delle prodezze e delle salvezze e dei prodigi e delle consolazioni che facesti ai nostri padri in quei giorni in quest’epoca, per mezzo dei tuoi santi sacerdoti. Tutti gli otto giorni di Chanukkà questi lumi sono sacri e non possiamo servirci di loro, ma solo guardarli, per rendere omaggio al Tuo Nome per i Tuoi miracoli e i Tuoi prodigi e le Tue salvezze”.

sevivòn  (trottolina)


Negli otto giorni della festa di Chanukkà non si possono fare manifestazioni di lutto e non si può digiunare. I bambini ricevono regali e in particolare dei sevivòn (trottoline) su cui compaiono le iniziali delle parole Nes gadòl hayà pò (Un grande miracolo è avvenuto qui).
Uno dei precetti relativi alla festa è quello di “rendere pubblico il miracolo”, per questo si usa accendere i lumi al tramonto o più tardi, quando c’è ancora gente nelle vie, vicino alla finestra che si affaccia sulla strada, al fine di rendere pubblico il miracolo che avvenne a quel tempo.

UNA RIFLESSIONE SUL MIRACOLO DELL’OLIO
di Rav Riccardo Di Segni


“Il miracolo di Chanukkà, dell’olio che basta per accendere la Menorà per otto giorni, ha un precedente nel secondo libro dei Re, al capitolo 4. È la storia di una povera vedova piena di debiti alla quale il profeta Elishà (Eliseo) fa un miracolo. In casa la vedova ha solo un’ampollina di olio; Elishà le chiede di chiudersi in casa, e di farsi prestare quanti più recipienti (kelìm) può; e poi di cominciare a versare il suo poco olio nei recipienti. L’olio comincia a scendere e riempie di volta in volta i recipienti che vengono portati. Finiti i recipienti, il miracolo si interrompe. Questa storia può essere molto utile per spiegare il senso del miracolo di Chanukkà. L’olio e i recipienti rappresentano lo spirito e la materia. C’è un’effusione ininterrotta dell’olio, della luce, dell’energia, dello spirito, nella materia vuota. Finché c’è un recipiente disponibile, l’energia arriva”.

Negli ultimi anni nelle grandi piazze di alcune città italiane, si issa un’enorme Chanukkià i cui lumi vengono accesi in presenza di numerosi intervenuti. 

Roma, la grande Chanukkià di piazza Barberini

A cura di “Per Amore di Gerusalemme”

Condividi con:
Comments are closed.